sabato 31 agosto 2024

ai visitatori




Ai visitatori di questa disordinata  raccolta di pensieri.

Lasciate traccia del vostro passaggio, un commento, un cuore,  e portate via un abbraccio. 

sabato 24 agosto 2024

L' ultima volta




Per amore dono la forma peggiore e

fingo di non accorgermi

del tuo sguardo che  scorre.

Cosa ho perduto?

Cosa ho lasciato?

Cade il ricordo 

e io lo raccolgo.

Le linee sono goffe e i colori sono  freddi,

le parole banali, quasi rumore.

Se il cuore avesse una propria voce,  

griderebbe : 

"perché ancora?"

Gli risponderei che 

è  per sempre...  un'ultima volta.

Oh, se nascesse 

ancora una volta,

se  pagassi  solo per  una rosa.

Oh, se nei tuoi occhi ritornasse la tempesta

e  il desiderio di un bacio...

Una scintilla di luce...  

io l'ho lasciata cadere nell'aria malsana,

una stupida ritorsione.

Porto via un ricordo

perché resti un vuoto d'amore



La última vez.

Siempre hay una última vez

por amor doy la peor forma y 

pretendo no darme cuenta

de tu mirada que fluye.

Qué he perdido?

Qué he dejado?

En ese momento el recuerdo se desvanece

y lo recojo.

Las líneas son torpes y los colores son fríos

las palabras triviales, son casi susurros ,

Si el corazón me traiciona

preguntaría con fuerza:

"Porqué otra vez?"

Siempre hay una última vez,

es como la primera,

pero dónde está el amor?

Oh, si volviera a nacer.

Oh, si solo pagara por una rosa . 

Oh, si la tormenta volviera a tus ojos

Y el deseo de un beso...

La mía es una chispa de luz

cayó en el aire insana

una estúpida represalia.

Me llevo un recuerdo.

para que quede para siempre 

un vacío de amor.


(traduzione in Spagnolo a cura di Anne Marquez - Hija.)

.

giovedì 22 agosto 2024

tre baci

 


C'è la notte delle stelle, e io l'ho saltata, febbricitante com'ero, me lo sono perso quel cielo. Ma stanotte è stata quella dei baci e vi assicuro che è stata meraviglia pura e indimenticabile.  La verità è che per caso, ma davvero per caso, ho incontrato più di un gruppo di ragazzi che mi hanno coinvolto in un progetto. Di certo per realizzarlo occorreva disponibilità e sacrificio,  loro mi hanno chiesto aiuto e io non mi sono sottratto. Anzi, pur essendo il più attempato mi sono dato da fare tanto per aiutarli. Un'avventura, sì ! E' stata un'avventura, che mi ha permesso di conoscerli, spronarli e vedere realizzato il loro progetto, un progetto d'amore semplice ed essenziale. Tutti aiutavano qualcuno e  di fatto se stessi.  Ricordo ancora i loro visi scapigliati e i cuori colmi del bene dell'amicizia che ama i giovani e i loro sogni. La cosa forte era che prima non conoscevo nessuno di  loro  ma dopo quest'avventura erano tutti destinati a restare nel mio cuore per sempre. Al momento del commiato per ogni gruppo, in momenti diversi, ho conosciuto una donna, più o meno della mia età, e alla fine saranno tre universi femminili straordinari. 

Tre creature molto belle, interessanti, vissute  e fiere.  Il solo loro sguardo  innamorava follemente. Assolutamente sconosciute, dico! Donne che disarmano, e  ti fanno sentire bene.  Era solo per un  grazie, un sorriso, un saluto...un bacio sulla guancia, ecco! Solo quello.  Doveva essere così e quello mi aspettavo.  In realtà è che un bacio tira l'altro poi tutto è cambiato, all'improvviso, come quando ci s'innamora  e  non ci si ferma più. Era  tutto così saporito...  da viverlo e basta. Tre volte ho  baciato in una sola  notte,   tre universi femminili così diversi, Qualcosa di sublime, di imprevisto, d'impossibile,  non posso dire sconosciuto alle mie percezioni, ma certamente di unico.   Se solo poi non mi fossi svegliato! Lo so lo so, sono sogni da poeta questi… Ma  continuerò a baciare quelle labbra perché un sospetto mi è venuto, così  io le ho rubate.
Tre baci - i racconti di constantine

Tre baci - i racconti di constantine

martedì 20 agosto 2024

Principessa - i racconti di michele constantine

 


Ho dovuto fare i conti con la fragilità della mia memoria non emozionale, quella dei nomi, delle date, delle linee precise  dei volti e dei dati, scappata via da me quando ero  poco più che ventenne, a seguito di un malessere che ai tempi in cui improvvisamente si rivelò non poteva essere indagato se non in modo pericoloso e assai invasivo. Mi ripresi lentamente nel corpo, e la questione della memoria fragile non era poi a quel punto così importante. Certo  per studiare e poi lavorare dovevo rileggere mille volte le basi, tanto lavoro in più, una sorta di cinquanta volte il primo bacio riferito a leggi,  regole,  procedure, il mio lavoro.  La cosa non riguardava, sia pure lasciandolo un po' nell'indefinito, tutto ciò che aveva a che fare con le emozioni, e così divenne questo ultimo ambiente la memoria del mio cervello. Ho convissuto fino ad oggi con questo bug e poche volte mi sono trovato in difficoltà estreme.  E' difficile spiegare agli altri certi blocchi,  così fuori dall'ordinario e assolutamente impensabili rispetto alla mia resilienza a vivere una vita normale. Tra i lavori che mi sono capitati  quello impostomi da un anziano pediatra. Era un uomo straordinario, la cui disponibilità era per me fondamentale, avevo poco più di trent'anni e  una bambina.  Mi disse: vieni  a fare l'amministratore del mio condominio, e mi avrai ventiquattro ore su ventiquattro. Così divenni amministratore dell'unico condominio che io abbia mai amministrato. Risolsi beghe e attriti, fui bravo e coinvolgente, condivisi incarichi e nominai depositari di ogni documentazione i più critici condomini. Mi hanno voluto bene quanto io loro. Io ero giovane e loro già anzianotti, certo c'erano i figli, ma il mio rapporto era con i padri e con gli anni che passavano ogni tanto perdevo qualche condomino  a cui mi ero affezionato... quando avvenne il cambio generazionale io avevo vent'anni in più e decisi di lasciare. Ebbene proprio ieri, non ricordo il motivo, ma con amici ormai ultra sessantenni come me è venuta  fuori la storia del Gattopardo... dei nobili di Sicilia e dei Salina. Ho avuto una vita così strana e con incontri meravigliosi, fatti e circostanze che mi hanno attraversato e resa la mia un po' fantastica e addirittura  interessante, ma di tutto questo non è che io me ne rendessi conto, solo dopo mi sono accorto che ogni incontro ha contribuito a forgiarmi e a rendermi migliore e a incidere nel mio tempio. Così ho detto a Sal che avevo conosciuto di quella famiglia nobile un'anziana donna, era nubile, e venne ad abitare da Napoli per una decina di anni in quel Condominio. Doveva essere stata una donna bellissima, amava mettere il trucco ma lasciava  il suo viso assai chiaro, era colta, era vivace, gioiosa, era diversa. Con il tempo sempre più invecchiando e conoscendomi acquisì fiducia e  rispetto per me, spesso ero io a ritirare presso di lei la quota condominiale. Gli arredi della sua casa erano antichi, mobili grandi e specchi incorniciati, ed enormi dipinti, un tavolo grande e mille oggetti particolari di cui lei conosceva una storia.  Quegli arredi erano una somma di secoli, non certo uno solo, forse mancava solo quello in corso. Così contenta di mostrarsi con i capelli ben schiariti, gonfi e decorosi, le mani curate, i colori  garbati ma anche forti,  si prendeva assieme un caffè da lei preparato e  ascoltavo le storie di qualcuno dei volti che coprivano le pareti troppo piccole della sua casa. Mi parlava della sua famiglia, dei coloni e delle sue origini siciliane, mi mostrò volti dei personaggi veri raccontati nel Gattopardo, della casata dello stesso scrittore, dei Salina e delle storie d'amore, dei tempi che erano cambiati così in fretta travolgendo ogni cosa... e anche di  lei che serena curava le unghie delle sue dita che mostravano tutto il tempo. Ebbene io ieri con Sal non ricordavo più il volto di lei, sapevo che era finito nel buio che ben conosco, ma questa notte è accaduta una cosa strana. La mia casa ha più accessi, uno dalla strada, privato, e l'altro dalla corte comune. Ho sognato di uscire dalla corte e  al buio proprio davanti alla porta privata ho intravisto due donne, una più giovane rimasta nel buio e avanti a questa una più anziana. Sembrava quasi che stessero uscendo dopo aver chiuso quella porta, ma questo non era possibile perché quella era la mia casa. Ho salutato con calore come se conoscessi la donna più anziana, ma lo sguardo di lei, la sua fronte alta e i capelli bianchi, il portamento la limpidezza ferma dei suoi occhi mi convincevano che non era così. Provavo con la mente a ricordare, ma niente da fare,  sentivo anche il loro disagio, come se il mio saluto non fosse giustificato se non avessi  trovato da qualche parte  conferma in un ricordo. Non ci riuscivo, così innanzi a quel volto fermo illuminato da un raggio di luce così discreto e  così improbabile... ho sorriso e ho detto: <Non ci conosciamo, è vero... forse mi sono confuso, ma ecco stasera ci siamo salutati, e quindi se dovessimo incontrarci di nuovo domani avremmo un motivo giustificante di un saluto cordiale>. Lei  non ha mosso le labbra, nemmeno una smorfia, ma lo sguardo  era sollevato e in qualche modo ancora più fiero, soddisfatto. Mi risveglio alle quattro ed ecco che so bene, adesso, a chi apparteneva quel viso, ogni piega di quei capelli, la pelle incipriata e i colori, gli occhi piccoli così brillanti, le rughe del tempo... era proprio lei. Non ricordo il nome, non ricordo il suo cognome, ma quell'universo del passato a cui apparteneva e il momento in cui aveva toccato il mio... sì. Straordinariamente sì.  Riposa in pace principessa. 



venerdì 9 agosto 2024

Destino

 



.

Smettila di attendere 

che nascano i fiori che

mai verranno.

<Manca la terra!>  

Vieni poeta 

vieni alla vita che non appartiene,

sii padre e  madre... 

sii scintilla della tua luce,

come per  le stelle, se tu lo vorrai, 

è il cielo il luogo dove bruciare. 

Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...