domenica 24 gennaio 2021

Poeta



Il poeta è il più povero degli artisti ma è luce generosa, raccoglie  la pioggia morta  e le ridona la vita con un abbraccio.

sabato 16 gennaio 2021

Il giorno di Pasqua





Era il giorno di Pasqua ma nei bassi del cortile, il sole era bianco come il ghiaccio, la festa non era  arrivata. Anna era uscita presto e i ragazzini erano rimasti soli.  Non c'era il vecchio giradischi a far casino con le voci di Nando Astarita o Sergio Bruni, nessun profumo di casatiello o di cipolla messa lì a friggere,  nemmeno si giocava.  Era una strana domenica. All'ora di pranzo al centro del cortile potevi davvero ascoltare tutti. Ogni papà, alla sua corte, raccontava qualcosa della giornata e le mamme restavano  in silenzio per non perdersi nulla, con il cuore in mano, anche se  riuscivano sempre a trovare un momento proprio per sgridare qualcuno... e sorridere ai mariti. Il rumore dei piatti e dei bicchieri era calore vero, il giusto suono di una famiglia vera. Bruno, il parcheggiatore abusivo, svuotava le tasche dal malloppo degli spiccioli della giornata sulla tavola già imbandita e nessuno gli diceva... ma sei matto? Tutti pronti a  contare  e a dividere a gruppetti quelle monete,  erano certamente felici di quel poco e a  Pasqua poi... la gente era generosa con le lire. Ma i miei amici, i figli di Anna, erano tristi. Se la mia solitudine ( quella dei numeri singoli ) mi lasciava indifferente, lo stesso non era la loro. Di solito c'era la nonna, si sa le nonne aiutano, ma non quella volta. Così li  coinvolsi a giocare con le mie biglie! In quel tempo  ero magico, riuscivo a  sentirle sotto terra, le scavavo e le recuperavo... nei giardini delle case dei militari e ne possedevo di tutti i tipi, in ceramica, in vetro, piccole, grandi,  almeno un migliaio o tante mi sembravano. Facemmo sera insieme ed eravamo certamente affamati, il giorno era più lungo in primavera, poi finalmente le nostre madri ragazzine arrivarono, e  arrivarono assieme... nonostante fossero andate al mattino ognuna per proprio conto. Ci guardarono con lo stesso sguardo, avevano borse piene e tanta stanchezza in viso, e anche se il giorno ormai volgeva  al termine, c'era ancora  tanta gioia e tenerezza nei loro occhi  da spendere tutta per noi. Decisero di continuare quel che restava di quella Pasqua assieme, e misero sul tavolo le loro borse e le svuotarono di tutto quello che vi era dentro.  Piccole porzioni di tutto, in fondo erano solo avanzi benedetti. Piccoli doni delle famiglie a cui avevano servito nel giorno di Pasqua, ma sulla tavola non c'era più spazio, io guardavo ogni cosa, i miei amici, le mamme  e poi ci si addormentava  in fretta  ringraziando Dio per così tanto amore. 

da racconti a colazione - michele constantine

venerdì 8 gennaio 2021

pezzettino di carta - quello che avrei dovuto conoscere

 Quello che avrei dovuto...

lo so, non si sa mai prima... ci sono tante cose così importanti per me, mi riempiono la testa, le tasche, le mani, mi gonfiano come una rana e poi...  questa  improvvisa  bastarda consapevolezza, un  insignificante brivido di freddo che mette tutto in discussione e mi fa male...  contiene  quello  che non conoscerò mai  solo  perché lo ignoro, ed è ciò che più di ogni altra cosa  avrei dovuto cercare e sapere.

mercoledì 6 gennaio 2021

La befana vien di notte

Più volte coinvolgo mia madre nei miei racconti, ammetto che ha share, ma devo demolire da subito un possibile convincimento... il mio rapporto con lei non è mai stato sereno, tutta colpa del mio spirito ribelle. La rettitudine della sua condotta di vita e il mio carattere severo e profondamente libero, che da sempre mi ha spinto ad attaccar briga per valori di giustizia, hanno fatto il resto. No, non ho mai guarito la solitudine di mia madre e nemmeno lei la mia,  esiste da sempre una nobile distanza,  era questo che intendevo quando una volta ho scritto : mia madre non sa abbracciare. Fatta questa premessa voglio raccontarvi di un furto e dei miei sospetti sul colpevole. Da quando sono nato è difficile che in questo giorno dei magi, io non abbia ricevuto l'incursione della befana. Il fatto che negli ultimi anni dormo poco mi spaventa.  non l'ho mai vista la befana ma per quello che so  è  davvero bruttissima, con la faccia a mezza luna e un neo brutto sul mento su cui fiorisce e muore un ciuffo di peli che sembra una palma, poi il fatto che si porti dietro una mazza di scopa non fa presagire niente di buono. La befana deve essere anche un po' cattiva o perlomeno strana, visto che non smette di nascondere i suoi doni e non si commuove nemmeno con un pianto di bambino -  devi cercarli ! Sigh! La storia è questa, ma vi prego di non raccontarla in giro: la sera del cinque gennaio del sessantasei,  e lo ricordo come se fosse adesso, io e mia madre prima di andare a dormire preparammo sulla tavola nel basso la mia ciotola con latte caldo e orzo e anche delle gallette militari proprio per la signora befana e andai a letto digiuno. Nel basso tenni d'occhio il tavolo per tutta la notte e a un certo momento sentii dei rumori vicino alla porta... mi nascosi sotto la coperta ma la tenni alzata abbastanza per tenere d'occhio la ciotola, inutile dirvi il tum tum del mio cuore, sono certo che la ciotola non venne toccata. Quando la campana del Vescovado suonò la prima messa del mattino, saltai giù dal letto e il latte era lì, mi convinsi un poco dispiaciuto che la befana era giunta sazia ma ero certo che era venuta e mi misi a cercare il dono, e solo dopo un gran penare, dietro l'unica porta, sospesa in alto, trovai la "mappata" ed era grossa. Ricordo che era un monticello in lamierino colorato con tanto di galleria e percorso intorno, roba da 30 cm per 30 cm,  una piccola locomotiva a corda  che una volta caricata ci girava sopra, un miracolo e senza spinta. Convinto di fare colazione con il mio latte e orzo,  visto che la befana me lo aveva lasciato, mi ritrovai con il solo orzo nella ciotola e le gallette. Guardai mia madre che mi vide sospettoso,  aveva sotto il naso  tutti i segni di un  furto perpetrato. Giuro non ho mai raccontato a nessuno di questo furto e giammai la befana lo verrà a sapere! Mi raccomando non fate la spia, altrimenti niente più befana. 



domenica 3 gennaio 2021

La Notte

 Ci sono notti in cui 

l'uomo  e il poeta 

finiscono nella nebbia,


si rompe un cristallo,

così, senza rumore.


Lo sguardo 

cade dove vuole.


Sono  notti di silenzio,

niente danze, 

niente suoni, 

niente rime, 

niente storie da raccontare.

Solo corse impossibili,

corse nel tempo.


Non aver paura di guardarti, 

non aver paura di guardare

è la tua vita quella, e

non mente


lasciati andare,

riconoscerai quello 

che hai smesso di vedere

e ne ricorderai il perché.


Non è agevole 

riattraversare il tempo 

non resisterai a lungo

ma puoi riprendere le tue parole

e difenderle,


Sei tu le tue parole,

sono la tua vita

e nessun altro.


Ci sono notti in cui 

si resta soli e

si smembra con la carezza 

di un bambino

il  tempo vecchio, 

quello più recente.

venerdì 1 gennaio 2021

ti amo

“Ti voglio bene” sono  parole assai vicine al cuore... sono quelle che più  si donano, ma “Ti amo”,  certo sono anche esse parole   eppure così l'una dopo l'altra...  assieme,  possono essere assai diverse da tutte le altre, possono essere le più coraggiose e  carne viva e allora non si possono donare semmai con prudenza condividere, altrimenti si muore, come spesso accade.  m.c.  


Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...