lunedì 7 maggio 2018

Il dolore dell'amore


A quelli  stanchi della vita
che fanno la pipì
e si pisciano addosso
senza alcuna colpa

a quelli che vedono il corpo
cambiare troppo in fretta
e che si ritrovano gobbi
o curvati a guardare la terra
senza poterla più  toccare

a quelli senza voce che hanno
negli occhi la gioventù perduta
e mai vissuta

a quelli schiavi di un letto nelle
mani altrui  umiliati e costretti
ad attendere la fine di un tempo

a quelli che lavano la coscienza
del mondo senza poter mai  dire no

a quelli che hanno i capelli sporchi
di una vecchiaia nata così
e le briciole di forfora e di pane
su  maglie consumate mai comprate

a quelli che vestono  vecchi scarponi
con lacci rotti e piedi crocifissi
e a cui  la miseria  ha tolto l'olfatto

a quelli che hanno il sapere della follia
e  derisi vestono di stracci restando nudi

a quelli che si trascinano per avere un tozzo di pane
da bagnare in una pozzanghera  sporca perché non hanno denti

a quelli che impastano con le proprie lacrime
la farina di un pane povero

a quelli che attendono
supplicando un Dio che che mai verrà

alle madri a cui scarnano i figli

ai bambini lasciati seccare nella terra

ai muti e ai ciechi nati sani chiamati
ad ascoltare il dolore
e a guardare il male

a quelli morti nel vento, deformati
come radici nella terra e dalle tempeste
spiaggiati alla foce del fiume
come tronchi recisi

la mia poesia.

Nessun commento:

Posta un commento

Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...