mercoledì 30 maggio 2018

Cuore di gabbiano



















Il mio cuore
è quello
di un gabbiano.
Un gabbiano
che non vuole
più tornare.
Che non vuole
più lottare, e che
solo vuole stare
in mezzo al mare.
A miglia dalla costa,
lontano dagli occhi,
che  pure sanno
innamorare.
Dove le onde
toccano le ali,
e la eco
è una lacrima dolce,
infinita,
che  fa stare bene il cuore.
Dove i ricordi
non hanno un passato,
e il cielo  è  lì per essere volato.
Il mio è un cuore di  gabbiano,
un gabbiano  quasi cieco
che non vuole più guardare.



photo -Isabella Eugenia Monti

venerdì 25 maggio 2018

L'Amore senza.




Frammenti
di un unico calice
sulle mie  mani.
L'amore malinconico
e il suo vento.
L'amore saggio
che dura un  solo giorno.
L'amore stupido
che fa innamorare.
L'amore  folle
che fa impazzire.
Io l'ho cercato,
anche nella polvere.
Io l'ho amato,
io l'ho amato.
Io l'ho visto
in un corpo morente,
l'amore senza tempo.
Io l'ho visto
mentre  rubava una vita,
e corrompeva la roccia,
io l'ho visto l'amore
che commuove,
in un ricordo di pane.

domenica 20 maggio 2018

Il segreto di un bacio

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Il segreto di un bacio
è tutto in  un istante che sa ripetersi.
Lo sentirai, perché sa farsi amare,
possiede la vita e le sue ragioni,
possiede l'amore prezioso che pure muore.
Ma, se dovesse scoppiarti in mezzo al cuore
un amore conosciuto,
un amore assai potente,
un passato senza tempo,
se tu dovessi avvertirlo tuo,
quel mai vissuto,
se proprio quello ti toccasse,
se il sangue tuo corresse un fiume antico
e  tu ti chiedessi:
"da dove così tanto amore?"
È quello il mio,
amore mio.







Il segreto

è in un bacio

un istante che sa ripetersi.

Lo sentirai

perché sa farsi amare,

possiede la vita e le sue ragioni,

possiede l'amor prezioso che

pure muore.

Ma, se dovesse scoppiarti in mezzo al cuore

un amore conosciuto,

un passato senza tempo...

se tu dovessi avvertirlo,

quel mai vissuto...

se proprio quello... ti toccasse,

se il sangue tuo corresse  un fiume antico

e se tu ti chiedessi...

da dove così tanto amore...?

è quello il mio

e solo il mio,

amore mio.

venerdì 18 maggio 2018

Il Talento

- Che porti poeta ? - Chiede la Comare-

Fiori di carta,
profumati come la lavanda,
amorevoli come la seta,
colorati con l'amore di cento tavolozze,
eroi come desideri,
e se vi poggi l'orecchio puoi ascoltare il cuore del mare,
il vento caldo che si addormenta sul fieno d'estate,
la voci dei pini che raccontano il cielo,
il silenzio della neve che cade,
e  il freddo
delle strade d'inverno,
e il ghiaccio  morire nel lago,
e i pesci  risalire il fiume...
le ali dei nati rompersi
per imparare a  volare,
sentirai il mio cuore fermare la vita
vedrai  il cinghiale tra le carogne.

- Ho anche io i miei fiori- ribatte la Comare-
li ho nel mio campo che nutro con cura,
ci vivo con quello...
i miei fiori crescono liberi...
e vengono fuori a ogni primavera...
e sono colorati più dei tuoi,
profumano ognuno di quello che sono,
e li rovina la tua pioggia
e la grandine e pure il tuo vento...
ma io li recido quando sono ancora giovani,
io so farlo quando ancora non hanno in viso il sole,
li porto da me a far bella la mia casa,
e li metto  in acqua
che cambio ogni giorno...


Tienti i tuoi, comare...
tienti i tuoi...
che son fatti per lo stomaco,
i miei temono gli sputi mischiati alle parole...
i miei fiori sono di carta
e non nascono mai sul letame.

--- Il Talento - m.constantine

domenica 13 maggio 2018

La vita immortale











Rose,
piccole
e grandi,
fiori di campo,
merletti di cotone,
silenzi,
cuori aperti,
saponette,
cioccolatini,
la sua sedia,
un niente,
lei ragazza in mezzo al prato,
un fiocco d'amore,
sette ricordi,
una resa,
una foglia di lauro,
un quadrifoglio trovato,
una luce che dura un giorno,
una lacrima senza fine,
gli occhi di un bambino,
un tempo impossibile,
pure il vento dona un papavero.
Ognuno abbraccia
la propria ferita e
la vita immortale.
Le mamme
vanno via prima.

lunedì 7 maggio 2018

Il dolore dell'amore


A quelli  stanchi della vita
che fanno la pipì
e si pisciano addosso
senza alcuna colpa

a quelli che vedono il corpo
cambiare troppo in fretta
e che si ritrovano gobbi
o curvati a guardare la terra
senza poterla più  toccare

a quelli senza voce che hanno
negli occhi la gioventù perduta
e mai vissuta

a quelli schiavi di un letto nelle
mani altrui  umiliati e costretti
ad attendere la fine di un tempo

a quelli che lavano la coscienza
del mondo senza poter mai  dire no

a quelli che hanno i capelli sporchi
di una vecchiaia nata così
e le briciole di forfora e di pane
su  maglie consumate mai comprate

a quelli che vestono  vecchi scarponi
con lacci rotti e piedi crocifissi
e a cui  la miseria  ha tolto l'olfatto

a quelli che hanno il sapere della follia
e  derisi vestono di stracci restando nudi

a quelli che si trascinano per avere un tozzo di pane
da bagnare in una pozzanghera  sporca perché non hanno denti

a quelli che impastano con le proprie lacrime
la farina di un pane povero

a quelli che attendono
supplicando un Dio che che mai verrà

alle madri a cui scarnano i figli

ai bambini lasciati seccare nella terra

ai muti e ai ciechi nati sani chiamati
ad ascoltare il dolore
e a guardare il male

a quelli morti nel vento, deformati
come radici nella terra e dalle tempeste
spiaggiati alla foce del fiume
come tronchi recisi

la mia poesia.

giovedì 3 maggio 2018

Il dolore muto








C'è un dolore diverso,
un dolore fuori mano,
che non  fa male prima,
è tutto dietro agli occhi
e sembra che voglia scoppiare.
Io li chiudo gli occhi
e mi si ferma il cuore,
nemmeno una lacrima
faccio passare,
gli dico sta zitto,
lasciati affogare,
lasciati morire, e
la mente si arrende.
C'è un dolore diverso,
un dolore fuori mano,
un dolore tutto mio,
che ha una sua storia
tutta dentro di me,
e nulla fuori.
Non ha senso che io gridi,
e  non  serve  che io pianga,
è mio è solo mio.
Gli dico devi morire dove nasci,
è tutto dietro agli occhi,
e sembra  voglia scoppiare,
portarmi via la testa,
il cuore, i reni,
i polmoni,
la vita e ogni speranza,
ogni illusione e i sogni,
è un dolore solitario.
Io chiudo gli occhi
e lo mando giù
come se lo inghiottissi,
mi brucio l'anima,
a che serve piangere,
è un dolore muto,
gli dico lasciati morire
e  quello  finge di morire
e si  porta via
un po' di me.

Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...