lunedì 9 febbraio 2015

La grande Quercia



                                               foto google




Un giorno una giovane brezza marina strappò  una gemma troppo piccola dal cuore di un albero, e quello pianse.  La brezza per  riparare al suo gesto, promise all'albero di prendersi cura di quella gemma ancora nutrita dal seme. La portò con sé per  monti e   grandi vallate, infine la adagiò su un terreno fertile, dove crebbe amata e protetta. Divenne la quercia più grande, più bella, più accogliente e generosa mai esistita in questo mondo. Anche la brezza divenne adulta e maturò in un audace vento che già sapeva esser tempesta. La quercia e il vento  vissero giornate stupende e fu l'amicizia più bella e più pura. Un  giorno accadde che il Tempo  reclamò la quercia.  Il vento cercò di convincerlo  a non toccarla, ma  il Tempo non volle ascoltare ragioni. Così, lentamente, la quercia iniziò a  perdere la vita. L'intero bosco, gli uccelli e gli animali che da sempre avevano trovato rifugio presso di lei, conobbero la tristezza e le furono accanto fino alla fine nel suo respiro. Tutti osservavano il vento, sapevano che era parte di lei, era il suo amico più caro, e di lei... era tutto. Una sola foglia, era rimasta sul ramo più alto... piccola e verde,  il vento la guardava e provava  un dolore terribile. L'uomo, che nulla aveva compreso di ciò che stava accadendo, pensò bene di serrare la  porta, l'istinto gli suggeriva di aver timore. Il vento impazzì,  raccolse le sue forze per due giorni durante i quali lasciò tutto immobile, ma quando fu pronto iniziò  a soffiare oltre l'impossibile e per la prima volta fu il Tempo ad aver paura.  Il Tempo si sentì attraversare in quello suo,  come se un treno lo avesse  preso in pieno e lo avesse svuotato, senza distruggerlo, di quella sicurezza, di quella presunzione, che da sempre gli erano appartenuti. La piccola foglia venne strappata  e portata in volo per monti e vallate e poi più su... sempre più su, fino al cielo dei cieli. Stremato, lì il nostro Vento la lasciò cadere su un terreno sacro, e la foglia generò radici e da quelle un fusto potente e vivo che divenne nuovamente la grande Quercia.  E' questa la storia della Quercia  che per l'amore del più giusto dei venti  divenne eterna in Paradiso. Voi vi chiederete di quel Vento... sappiate che ancora soffia, è  un vento buono e a volte, d'estate, torna ancora tra gli uomini proprio sotto una quercia, e racconta bellissime storie.



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