La libertà è come l'amore,
chi ha conosciuto il fiume,
penserà : "è questo il mare",
chi ha conosciuto il lago
penserà :" è questo il mare",
chi è sul mare
non potrà vederne i confini
ma cercherà di farlo.
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
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scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

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domenica 22 febbraio 2015
sabato 21 febbraio 2015
note per : il bacio
Bacio - Michele
Io non so spiegarti un bacio,
non è nato dopo,
ma prima e nell'attimo stesso
in cui ti ho veduta.
Io non so come facessero i miei occhi
a tener conto di ogni cosa,
ma della tua bocca
hanno disegnato i contorni,
hanno misurato la tenerezza
e intuito il sapore …
e nel far questo si sono resi
prigionieri.
Potrei dirti di quel brivido, che
nasce in mezzo al cuore
e poi in ogni parte del corpo,
e alla mente giunge
come se nulla le fosse già noto.
Un dolore,
sì un dolore che segna
il soffocare della vita stessa,
e si trasforma in desiderio,
e il corpo,
del suo essere così vicino al tuo,
no, non si accontenta.
ancora cerca le tue labbra,
attraverso le mie
e le energie fremono,
corrono,
per un incontro unico,
bramose di fondersi.
--- Note di scrittura-
lunedì 16 febbraio 2015
i miei sogni
Come stelle
nelle notti in cui
il cielo era buio
e fili sottili le legavano a me
ho aperto la mano e
li ho lasciati andare via.
il dono amaro.
Ogni parola
mi è amica,
mi rivela tutto della sua vita.
Di come venne al mondo,
dove è vissuta,
il suo profumo preferito,
i suoi ricordi,
i suoi segreti,
il pezzettino di cuore che l'ha nutrita
e anche del vento che l'ha portata via.
Per questo
non tutte le mie parole
possono essere svelate interamente.
sabato 14 febbraio 2015
Il sole addosso.
Siamo rimasti insieme per un po'
senza parole.
Poi il freddo ci ha vinti entrambi.
Il sole addosso.
giovedì 12 febbraio 2015
storie simili
Quante volte
ho scritto nelle note
mi spetta un tempo di una vita
e non solo.
Così io son vissuto
e quando il colore si è ingrigito
t'incontro e hai lo stesso mio vestito.
Mi deve, sì, un tempo,
ed io per me più nulla pretendo
solo per te... che sia l'amore.
ho scritto nelle note
mi spetta un tempo di una vita
e non solo.
Così io son vissuto
e quando il colore si è ingrigito
t'incontro e hai lo stesso mio vestito.
Mi deve, sì, un tempo,
ed io per me più nulla pretendo
solo per te... che sia l'amore.
Telline
foto google
E' la mente
a voler fare inventari
io la supplico... non farlo!
Quello che ho vissuto
l'amore lo nasconde
in piccole pieghe
anche a me stesso.
Poi percorre il tempo
fin dove è iniziato emi nutre in quello sospeso
di me bambino
in ginocchio
lungo la riva del mare...
rincorro telline... sì rincorro telline
con le dita nella sabbia,
col salato tra le labbra
e l’onda che mi bagna...
in libertà attendo ancora la vita.
Oh se le mettessi
io le mani
in quelle pieghe.
Perdersi 2
Sono qui
a leggerti l'anima
tutto quello che hai scritto
quello che hai cancellato.
Aspetta
a bassa voce... il cuore
verrà
ma la mente
risponde
non verrà....
una follia.
l’amore.
-----
Son qui
a leggerti l'anima...
le tue poesie
malato di passione
desiderio
gelosia
odio
tenerezza
tutto quello che hai scritto
quello che hai già cancellato.
Aspetta, aspetta...
a bassa voce... il cuore
verrà
verrà...
e mi addormenta,
ma la mia mente
gli risponde
lo so, lo so...
lei non verrà.
... una follia.
l’amore.
Sirene
Così ella si rivelò,
in trama d'oro e d'argento,
mentre scorreva tra le mie mani
quel che si vive in un tempo,
che ha un inizio e una fine.
Da un lato la luce,
e dall'altro su di lei,
inversamente correndo,
la fiamma bruciava.
Fu l’istinto a soccorrermi,
ritrassi io le mani,
ma della dama nera,
toccai il viso.
in trama d'oro e d'argento,
mentre scorreva tra le mie mani
quel che si vive in un tempo,
che ha un inizio e una fine.
Da un lato la luce,
e dall'altro su di lei,
inversamente correndo,
la fiamma bruciava.
Fu l’istinto a soccorrermi,
ritrassi io le mani,
ma della dama nera,
toccai il viso.
lunedì 9 febbraio 2015
Brutta gente
Certi uomini,
così forti,
amano la loro famiglia,
la loro moglie
e i loro figli,
e per e con quell'amore,
vivono il loro essere meschini
verso ogni altro amore,
che brutta gente.
scrivere ancora
La stanchezza
appartiene al mio giorno
è divenuta così tanta
che mi ruba la vita.
Il silenzio cosciente...
io non so se mi fa bene,
ma a quello da sempre sono spinto.
La mia anima che vi si nutre
Dio mio quanta luce
nella notte...
solo per me
e per quelli come me
che amano l'amore.
appartiene al mio giorno
è divenuta così tanta
che mi ruba la vita.
Il silenzio cosciente...
io non so se mi fa bene,
ma a quello da sempre sono spinto.
La mia anima che vi si nutre
Dio mio quanta luce
nella notte...
solo per me
e per quelli come me
che amano l'amore.
La grande Quercia
Un giorno una giovane brezza marina strappò una gemma troppo piccola dal cuore di un albero, e quello pianse. La brezza per riparare al suo gesto, promise all'albero di prendersi cura di quella gemma ancora nutrita dal seme. La portò con sé per monti e grandi vallate, infine la adagiò su un terreno fertile, dove crebbe amata e protetta. Divenne la quercia più grande, più bella, più accogliente e generosa mai esistita in questo mondo. Anche la brezza divenne adulta e maturò in un audace vento che già sapeva esser tempesta. La quercia e il vento vissero giornate stupende e fu l'amicizia più bella e più pura. Un giorno accadde che il Tempo reclamò la quercia. Il vento cercò di convincerlo a non toccarla, ma il Tempo non volle ascoltare ragioni. Così, lentamente, la quercia iniziò a perdere la vita. L'intero bosco, gli uccelli e gli animali che da sempre avevano trovato rifugio presso di lei, conobbero la tristezza e le furono accanto fino alla fine nel suo respiro. Tutti osservavano il vento, sapevano che era parte di lei, era il suo amico più caro, e di lei... era tutto. Una sola foglia, era rimasta sul ramo più alto... piccola e verde, il vento la guardava e provava un dolore terribile. L'uomo, che nulla aveva compreso di ciò che stava accadendo, pensò bene di serrare la porta, l'istinto gli suggeriva di aver timore. Il vento impazzì, raccolse le sue forze per due giorni durante i quali lasciò tutto immobile, ma quando fu pronto iniziò a soffiare oltre l'impossibile e per la prima volta fu il Tempo ad aver paura. Il Tempo si sentì attraversare in quello suo, come se un treno lo avesse preso in pieno e lo avesse svuotato, senza distruggerlo, di quella sicurezza, di quella presunzione, che da sempre gli erano appartenuti. La piccola foglia venne strappata e portata in volo per monti e vallate e poi più su... sempre più su, fino al cielo dei cieli. Stremato, lì il nostro Vento la lasciò cadere su un terreno sacro, e la foglia generò radici e da quelle un fusto potente e vivo che divenne nuovamente la grande Quercia. E' questa la storia della Quercia che per l'amore del più giusto dei venti divenne eterna in Paradiso. Voi vi chiederete di quel Vento... sappiate che ancora soffia, è un vento buono e a volte, d'estate, torna ancora tra gli uomini proprio sotto una quercia, e racconta bellissime storie.
giovedì 5 febbraio 2015
io sono il fiume
La pioggia cade,
e il fiume trascina via,
le storie.
La luce si dà il cambio
con il buio
la ragione con la follia
e l’amore con l’odio.
La pioggia tornerà in cielo e
ricadrà ancora.
-
Il tempo,
sì ...
è il tempo
che chiuderà i conti.
-
E' il sonno
dei bambini
scritto sull'indice
di una mano severa
a cui non si può disobbedire.
-
Riapro gli occhi al fiume e
la campana sulla vetta della chiesa
è muta
ma è il canto
umile degli uccelli che rintocca e
ringrazia la vita
e riconosce l'abbraccio della terra.
-
Il fiume non cancella
la propria strada,
conosce ogni piccola pietra
ogni declivio
ogni filo d’erba
e ne serba la memoria.
-
La primavera là fuori
va sanando le ferite
di ogni filo d'erba,
lo sanno i cuori
delle madri che vivono nel bosco,
anche il peggiore degli uomini
lo saprà
e come sempre
sarà l'unico a dimenticarlo.
-
E tu poeta
figlio mio...
cosa offri per il bene del mondo?
Io posseggo solo la sorgente...
vuoi forse quello che è già tuo
madre mia?
domenica 1 febbraio 2015
pezz. carta aprile 2013
Pezzettini di carta Aprile 2013
La gente
e le case
della mia terra ...
seguono le strade...
nascono storte a terra
e si raddrizzano al cielo.
La gente
e le case
della mia terra ...
seguono le strade...
nascono storte a terra
e si raddrizzano al cielo.
pittore pittore
Vorrei raccontarvi la storia di Pittore Pittore. Pittore Pittore è un mezzo matto, convinto di essere il nuovo Ligabue. I suoi colori sono smalti per ringhiere, di quelli scaduti… ci fa galline con le piume piegate, lungo il bordo della tela. Pittore pittore ha una vecchia graziella , e quei mostri di quadri li porta in giro, dietro la bici, fissati con pezzi di corda e filo elettrico. Ti guardano brutto, gli animali di Pittore Pittore, a volte ne vende qualcuno, e ne fa uno uguale subito subito, ma uguale uguale… eh. Pittore Pittore non ce l’ha una casa, con le sue tele, cartoni, pezzi di legni, con facce a capolavori, si è fatto un tetto, lungo la strada che porta a Napoli. La gente si ferma, a volte un fiasco, a volta una tela, Pittore Pittore rimedia la cena. Non ha spese, non ha il bagno, nemmeno le tasse, è libero Pittore Pittore. L’altro giorno erano le cinque, quasi al tramonto, mi son fermato, curiosità. Pittore pittore mi ha sorriso, mi ha chiesto:
- Tu scrivi?
- E che ne sai ? - gli ho risposto.
Mi ha detto – Si vede da come guardi… Lo vuoi un tramonto?
Ho detto di sì… ha preso un bianco… ero curioso
- Ma dai, come puoi fare un tramonto con un bianco? - ho sorriso….
- Aspetta - mi ha detto, ha preso il barattolo… era bianco lo giuro, lo ha sollevato verso il sole, ha detto, rivolto a quello
- fai tu…
Non ci crederete… ma quando l’ha rimesso giù era arancio, il più bello degli aranci, il più bel colore per tramonti… mi ha di nuovo sorriso e mi ha detto
- Ecco falla tu adesso una magia con le tue parole, ma usa solo quelle “bianche”.
- Tu scrivi?
- E che ne sai ? - gli ho risposto.
Mi ha detto – Si vede da come guardi… Lo vuoi un tramonto?
Ho detto di sì… ha preso un bianco… ero curioso
- Ma dai, come puoi fare un tramonto con un bianco? - ho sorriso….
- Aspetta - mi ha detto, ha preso il barattolo… era bianco lo giuro, lo ha sollevato verso il sole, ha detto, rivolto a quello
- fai tu…
Non ci crederete… ma quando l’ha rimesso giù era arancio, il più bello degli aranci, il più bel colore per tramonti… mi ha di nuovo sorriso e mi ha detto
- Ecco falla tu adesso una magia con le tue parole, ma usa solo quelle “bianche”.
via
foto michele fernandez ( diritti riservati)
Quando tornai alla mia casa
tutto era cambiato
anche i ricordi
allora chiusi gli occhi
e così
andai via
un passo dopo l’altro
toccando il muro con la mano
stringendo i pensieri tra i denti
e così
andai via
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Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...
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Foto gentilmente concessa da Monica Vecchio copyright privati I ragazzi ritornano di notte scavano la sabbia e accendono ...
Terra di Puglia
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