domenica 22 giugno 2014

All'amor perduto.


Tu non ci sei 
e la rabbia 
insulta l'amore,
lo fa con una voce 
sconosciuta,
accarezza la stanchezza e
finge di placare.
Avvelena 
con i colori della nera.
Chi più di me
conosce l'essenza 
del tuo respiro
e il cuore tuo nel mio...?
e i flussi del sangue
nelle vene...?
oltre le divisioni 
del corpo 
oltre il tempo
oltre le esitazioni
oltre le paure
le certezze...
già, le certezze,
rimaste sole mie.
Ho navigato nei tuoi occhi
e in ogni mare in cui hai voluto,
tutto questo mi manca. 
E a te amore mio
cos'è accaduto?
Quanto spreco d'amore...
ma quello 
detta le sue ragioni,
ben oltre 
quelle del cuore.
Incide con la lama
i momenti più carnali e le
ferite... e gli occhi bruciano
nei riflessi del sole,
su ogni onda. 
E brucia ancora il mio di sangue
che vanamente nutre 
il presente del passato,
e vomito amore.
Chi corre
non va lontano,
non serve,
è la stanchezza 
la pietra più debole,
la più finta... 
la più estranea,
ciò che resta 
a chi ha amato...
il non senso 
di tutta la corsa.






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