e la rabbia
insulta l'amore,
lo fa con una voce
sconosciuta,
accarezza la stanchezza e
finge di placare.
Avvelena
con i colori della nera.
Chi più di me
conosce l'essenza
del tuo respiro
e il cuore tuo nel mio...?
e i flussi del sangue
nelle vene...?
oltre le divisioni
del corpo
oltre il tempo
oltre le esitazioni
oltre le paure
le certezze...
già, le certezze,
rimaste sole mie.
Ho navigato nei tuoi occhi
e in ogni mare in cui hai voluto,
tutto questo mi manca.
E a te amore mio
cos'è accaduto?
Quanto spreco d'amore...
ma quello
detta le sue ragioni,
ben oltre
quelle del cuore.
Incide con la lama
i momenti più carnali e le
ferite... e gli occhi bruciano
nei riflessi del sole,
su ogni onda.
E brucia ancora il mio di sangue
che vanamente nutre
il presente del passato,
e vomito amore.
Chi corre
non va lontano,
non serve,
è la stanchezza
la pietra più debole,
la più finta...
la più estranea,
ciò che resta
a chi ha amato...
il non senso
di tutta la corsa.


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