martedì 18 giugno 2013

Domande difficile a cui rispondo con un sorriso, e tanta amarezza,

Tra il sacro e il profano.
Un tempo bastava nascere e tu fiero aggiungevi di religione cattolica. In verità nemmeno il catechismo, riempiva la tua vita, al massimo un giorno dei tuoi dieci anni. Però sapevi che da qualche parte, ogni risposta, alle tue domande, era scritta. Erano i libri dei preti, libri grossi e santi, difficile da leggere occorreva aver studiato molto, moltissimo. Ma qualcosa poi te lo ricordavi…quell’uomo ucciso sulla croce, un innocente. Del Padre, che sapeva essere dappertutto, in cielo in terra e in ogni luogo. Certo, la storia del cieco guarito, del paraplegico, dell’indemoniato….e poi cavolo era sempre peccato, qualsiasi cosa appena piacevole. Mentre, fare il bene era giusto, e fin qui niente di difficile anzi, davvero uno ci sta bene ad essere generoso in tutti i modi possibili. Poi ti accorgi col tempo, che neanche quei libri sono proprio affidabili, e certe storie del cinquecento …eeh, insomma la chiesa degli uomini ne ha fatte mille e più di mille per i suoi luridi scopi , ma anche prima e dopo. E’anche vero, che non sono mancate testimonianze stupende, cioè persone meravigliose che hanno dato il meglio di sé per scrivere all’inverso, come è possibile per certa matematica, partendo dalla migliore soluzione…trovare l’origine perfetta. Insomma è così difficile restare cristiani e cattolici. Ora mi piacerebbe fare un piccolo bilancio… ma ho troppe difficoltà, diffido dell’argentino, in primis perché gesuita, secondo se avesse tanta forza, dovrebbe abbandonare la nave e costruire un arca. Nel tempo sono diventato esigente, un Dio non è un Dio, perché lo dice lui, ho imparato soffrendo e non chiudendo gli occhi innanzi alla sofferenza degli altri, come deve essere e lo attendo ancora. Innanzi tutto se veramente ci ha creato così… non dovrebbe dormire molto la notte, e la scusa della libertà la lasciasse a quello di arcore, e poi di notte non l’ho incontrato in giro. Visto tutto quello che ci è capitato e ci capita ancora e ci capiterà , oddio se non proprio a me, basta andare con gli occhi un poco più in là, per rendersi conto che finto o vero quell’inferno ... di cui si minaccia, gli deve essere scappato qui in terra e da un bel poco. Insomma caro Dio, se tu  venissi a casa mia oggi, questo insignificante uomo, in piena libertà ti direbbe : torna, sì, ma accompagnato dai genitori. Ecco


Nessun commento:

Posta un commento

Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...