Tu mente
non hai compreso
io sono il cuore
se non mi dai parole
se non mi dai parole d’amore
io non ti darò tregua.
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
visite
scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.
venerdì 28 giugno 2013
mercoledì 26 giugno 2013
Anna
Anna scende al mattino presto
con la mente mai libera
ha gli occhi assonnati e già stanchi
è la corsa nel tempo di una sola vita.
Ha vent’anni nelle gambe
e poi trenta
quaranta fino a cinquanta
e poi sessanta e ancora settanta
e ancora
Anna scende al mattino presto.
Scende presto
con le ginocchia doloranti
non sorride ed è già stanca
non chiede
lei ha la testa dura
conosce l’aria
e della strada conosce i passi
ogni portone
e il freddo
il caldo
il sole e la pioggia
cosi è trascorsa la sua vita
con una bustina bianca, un panino
e un po’ di mortadella
senza sogni
piccole raccolte
di piccoli oggetti gettati via
sotto la croce
camminando da una casa povera
a una ricca
ricca non si sa di cosa
forse di lei
solo di lei.
Anna esce al mattino presto
con l’odore del pane
in una strada che non la vede più.
con la mente mai libera
ha gli occhi assonnati e già stanchi
è la corsa nel tempo di una sola vita.
Ha vent’anni nelle gambe
e poi trenta
quaranta fino a cinquanta
e poi sessanta e ancora settanta
e ancora
Anna scende al mattino presto.
Scende presto
con le ginocchia doloranti
non sorride ed è già stanca
non chiede
lei ha la testa dura
conosce l’aria
e della strada conosce i passi
ogni portone
e il freddo
il caldo
il sole e la pioggia
cosi è trascorsa la sua vita
con una bustina bianca, un panino
e un po’ di mortadella
senza sogni
piccole raccolte
di piccoli oggetti gettati via
sotto la croce
camminando da una casa povera
a una ricca
ricca non si sa di cosa
forse di lei
solo di lei.
Anna esce al mattino presto
con l’odore del pane
in una strada che non la vede più.
Foto google- disponibile rimozione su richiesta
giovedì 20 giugno 2013
Ricordi estranei
Chiudo gli occhi
per quasi dormire
percorro strade sconosciute
pietre chiare
porte di legno
muri corrotti dal tempo
spazi luminosi e piccole piazze
bambini che corrono sorridendo
e poi scompaiono
nel vuoto silenzioso di paesi deserti
e cancelli aperti di vuote parrocchie
luoghi a me sconosciuti ma così reali.
Chissà di chi sono
questi ricordi
che da anni
raccolgo nella mia mente.
Foto google disponibile rimozione su richiesta
per quasi dormire
percorro strade sconosciute
pietre chiare
porte di legno
muri corrotti dal tempo
spazi luminosi e piccole piazze
bambini che corrono sorridendo
e poi scompaiono
nel vuoto silenzioso di paesi deserti
e cancelli aperti di vuote parrocchie
luoghi a me sconosciuti ma così reali.
Chissà di chi sono
questi ricordi
che da anni
raccolgo nella mia mente.
Foto google disponibile rimozione su richiesta
martedì 18 giugno 2013
Domande difficile a cui rispondo con un sorriso, e tanta amarezza,
Tra il sacro e il profano.
Un tempo bastava nascere e tu fiero aggiungevi di religione cattolica. In verità nemmeno il catechismo, riempiva la tua vita, al massimo un giorno dei tuoi dieci anni. Però sapevi che da qualche parte, ogni risposta, alle tue domande, era scritta. Erano i libri dei preti, libri grossi e santi, difficile da leggere occorreva aver studiato molto, moltissimo. Ma qualcosa poi te lo ricordavi…quell’uomo ucciso sulla croce, un innocente. Del Padre, che sapeva essere dappertutto, in cielo in terra e in ogni luogo. Certo, la storia del cieco guarito, del paraplegico, dell’indemoniato….e poi cavolo era sempre peccato, qualsiasi cosa appena piacevole. Mentre, fare il bene era giusto, e fin qui niente di difficile anzi, davvero uno ci sta bene ad essere generoso in tutti i modi possibili. Poi ti accorgi col tempo, che neanche quei libri sono proprio affidabili, e certe storie del cinquecento …eeh, insomma la chiesa degli uomini ne ha fatte mille e più di mille per i suoi luridi scopi , ma anche prima e dopo. E’anche vero, che non sono mancate testimonianze stupende, cioè persone meravigliose che hanno dato il meglio di sé per scrivere all’inverso, come è possibile per certa matematica, partendo dalla migliore soluzione…trovare l’origine perfetta. Insomma è così difficile restare cristiani e cattolici. Ora mi piacerebbe fare un piccolo bilancio… ma ho troppe difficoltà, diffido dell’argentino, in primis perché gesuita, secondo se avesse tanta forza, dovrebbe abbandonare la nave e costruire un arca. Nel tempo sono diventato esigente, un Dio non è un Dio, perché lo dice lui, ho imparato soffrendo e non chiudendo gli occhi innanzi alla sofferenza degli altri, come deve essere e lo attendo ancora. Innanzi tutto se veramente ci ha creato così… non dovrebbe dormire molto la notte, e la scusa della libertà la lasciasse a quello di arcore, e poi di notte non l’ho incontrato in giro. Visto tutto quello che ci è capitato e ci capita ancora e ci capiterà , oddio se non proprio a me, basta andare con gli occhi un poco più in là, per rendersi conto che finto o vero quell’inferno ... di cui si minaccia, gli deve essere scappato qui in terra e da un bel poco. Insomma caro Dio, se tu venissi a casa mia oggi, questo insignificante uomo, in piena libertà ti direbbe : torna, sì, ma accompagnato dai genitori. Ecco
giovedì 13 giugno 2013
Promesse
Lo avevi promesso,
sotto le luci di un miliardo di stelle,
nel buio non buio di una notte solo nostra.
"Cadesse pure il cielo io non avrò paura".
E' appena giorno e già non ci sei più.
Mi ritrovo all'origine... e nemmeno sono qui
senza che io sia altrove.
Tra le foglie, bendato, inseguo il vento,
percorro orizzonti misteriosi tra le essenze
dell'anima.
Vola l'anima mia nell'universo,
cerco le mie risposte senza conoscere le domande,
ho coraggio e sono libero
sono energia
sono l'essenza
sono il mistero, e
libero dalle parole
libero dalla poesia
seguo la luce verso ogni spazio
ogni dimensione,
un intero oceano è intorno a me,
e come un bimbo
nel grembo materno io
non ho paura.
Non ho coscienza
della dama nera,
corro veloce come una rondine
che attraversa il cielo in un raggio di luce
senza muovere le ali,
e nessun cacciatore potrà mai colpirmi.
Sorrido alla vita
che non ha l'inizio e non possiede la fine
eppure non c'è un solo istante
che scorre uguale al primo.
E' tempo di tornare, è il corpo che lo chiede
è un suo istinto,
e per questo suo essermi padrone
lo punirò.
Resterà confuso dai ricordi di un viaggio,
che non gli appartiene.
E tu?
le tue promesse?
dove ti ho lasciata?
sabato 8 giugno 2013
Me, io non so amore mio
Foto di Isabella Eugenia Monti
Io non so
amore mio
se tu comprenderai
le mie parole.
Sappi che
Sappi che
la certezza dell'amor mio
è averti accanto
proprio quando devocarezzare la mia anima
e toccare le mie ferite
eppure sarò io
a bruciare sulle tue labbra,
dieci, cento, mille volte
con così tanta passione
da negare alle tue
ogni tentativo
di trovar per prima le mie.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
-
Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...
-
Foto gentilmente concessa da Monica Vecchio copyright privati I ragazzi ritornano di notte scavano la sabbia e accendono ...
Terra di Puglia
Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...



