sabato 16 marzo 2013

Storie di poeti






Un giorno, un poeta d'amore terminò il suo tempo e si presentò, lui che aveva sempre scritto, senza matita... in Paradiso. 
Al portone, un giovane Angelo, gli chiese: < cosa porti?>
Lui rispose : < solo del pane. >
<Ah bene!> riprese l'Angelo <sappi che qui si scrivono i destini degli uomini in terra, con parole di gioia e di dolore, ma l'amore si scrive solo giù. Entra pure, tuttavia è importante che tu non scriva. >
Il poeta disse: < posso comunque restare qui? Almeno posso ricordare.> 
L'Angelo, mosso da rispetto e compassione: < certo che puoi!>
Il poeta - rimase da solo in quella grande luce, e vedeva fogli di vita fragili quanto preziosi compilarsi e scorrere con il tempo già segnato e poi piccoli spazi bianchi,  in cui comparivano delle  parole importanti, tutto questo sotto i suoi occhi, tirò fuori il pane e  ne fece una gomma e iniziò a cancellare tutte quelle che spargevano dolore. Mai fidarsi dei poeti.

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