sabato 21 settembre 2024

Inquietudine

 






Questa forza  

che muove il mondo

 mi  porta via il respiro 

e io  provo a tenerla bassa,  

spinge sullo stomaco come una mano che si torce, 

so che non deve arrivare al cuore, 

si veste di malinconia 

e di una solitudine che vuole essere sanata, 

io posso toccarla  

so che promette quello che non mantiene,  

e se arriva al muscolo della vita  

si porta via la mente e gli occhi 

e ogni attimo diviene attesa.

venerdì 20 settembre 2024

L' inchiostro



Una lettera 

nata nella giovinezza mia

ormai lontana 

ha un posto suo  

nel mio cuore 

guardo l'inchiostro 

e le sue forme 

fino alle parole

fino ai sorrisi

agli sguardi

alle mani  

alla spensieratezza

al tempo dilatato 

fino ai suoni 

fino al futuro...  il mio tempo adesso

tutto è già lì, 

è sangue 

sangue amato 

sangue mio

è nella vena  mia   

è così vivo

così lontano.

giovedì 19 settembre 2024

Gennarino - I racconti di michele constantine




 Gennarino - I racconti di michele constantine 

Mio padre era volato in cielo da circa sei anni e  mia madre viveva i suoi ventisei e io i miei sei. Il mondo fuori si preparava al sessantotto che era appena dietro l'angolo. Mia madre aveva trovato lavoro presso una famiglia di quelle vere,  numerosa e assai gioiosa. I genitori erano a metà cammino, e i figli maschi e femmine si preparavano ad affrontare la vita nel modo migliore. Erano begli anni , non lo dico perché ero bambino, anche perché non erano i miei anni migliori,  fuori c'era grande fiducia nel futuro e tanta agitazione, c'era spazio per tutti, bastava muoversi. Mia madre si occupava dei servizi di casa ed io piccolo piccolo ero un ometto. Quella famiglia donerà alla società un Generale di aviazione, un medico chirurgo davvero bravo, un'insegnante, un cardiologo di fama e poi infine c'era Gennarino. Gennarino era un attimo dietro agli altri, ma era amatissimo, era come si diceva allora “ ritardato”. Era una testa dura che perdeva sempre, parlava in modo strano ma sapeva farsi capire, era...  il ragazzone di un uomo mancato. Gennarino era consapevole della sua diversità, e quando ragionava troppo smetteva subito per non starci male, così viveva la sua vita in moderata libertà.  Nessuno gli avrebbe chiesto di crescere o di prendersi delle responsabilità, era amato. Quanti anni avesse  io non lo so,  credo non troppi più di mia madre.  Mia madre gli voleva bene come ai suoi fratelli e alle sorelle, e in più c'era  un dovuto rispetto. Un giorno Gennarino si presentò nel mio basso, e mia madre restò  spiazzata quando vide questo  bambino cresciutello innanzi alla porta e così gli disse “ Gennarino voi non potete stare qui, ora vi preparo un caffè con un po' di latte, e poi tornate a casa vostra”. Gennarino si guardò intorno, e davvero bastava un solo sguardo visto le dimensioni della mia casa, e disse: “mi piace qui, voglio stare qui!”

Allora mia madre come si fa con i bambini quando si vuole far cambiare loro idea, iniziò a elencargli una serie di problemi: “Gennarino e dove vi mettete, qui a malapena c'è spazio per  noi, qui il bagno è un buco ed è fuori e manco solo nostro, e l'acqua la prendiamo al lavatoio nel cortile ed è fredda d'inverno. Gennarino tornate alla bella casa vostra dove tutto è più bello.”  - Gennarino: “ No, no! A me mi piace qua!”.  Ebbe tanta pazienza mia madre e con tutte le attenzioni del mondo riuscì a rimandare a casa Gennarino. Quando andò via le parole di mia madre furono : "speriamo che gli passi questa cosa, quello è buono buono, non tiene malizia, e vuole sentirsi normale come dice la testa sua”. Il giorno dopo mia madre informò  la signora madre dell'accaduto che si scusò facendo una partaccia a Gennarino, ma mia madre la rassicurò dicendole che non era successo nulla di grave e che conosceva bene quell'amore di sorella che aiutava a risolvere e  a comprendere cose così ma che tuttavia era meglio tenerle a vista.  Ogni tanto di domenica Gennarino passava ad augurare una bella giornata ed io mi guardavo intorno pensando a quanto fosse più bella  la mia piccola casa.  Alcuni anni dopo venne  una proposta economica e legale per mia madre, occuparsi di lui, insomma Gennarino voleva una sua famiglia con tutti i limiti del caso, e mia madre  con amore trovò le parole giuste per dire no,  mostrando quanto forte fosse la guida che aveva da sempre dentro al cuore. Quando  Gennarino volò via, prematuramente,  mia madre me lo disse con la stessa tenerezza delle  parole che aveva un tempo già pronunciate : " Lo sai ho saputo... Gennarino, era buono buono, non teneva malizia, vieni Miché ti preparo qualcosa.”  

Auguri Gennarì!


venerdì 13 settembre 2024

la scelta responsabile - appunti

 




La poesia è una scelta responsabile. di  michele constantine 

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Sappiate voi che vi accingete a scoprire l'amore dello scrivere in poesia, che quando arriverete in quel luogo non sarete perfetti, ma avrete spazi da percorrere e conoscere  in relazione alla fragilità che sarete disposti a concedere. Imparerete lentamente l'essenza dei suoni che compongono ogni singola parola, imparerete ad accordarli alla vostra anima, poi studierete il significato delle parole che compongono questo software naturale che ci permette di comunicare. Presterete attenzione alle alterazioni, le dissonanze, le meravigliose  pause, vi emozionerete quando accorderete a due a due le parole  e sempre più crescendo nel numero...  le troverete infinite e tante  sconosciute, alcune da inventare. Senza mai essere perfetti vi accorgerete dell'importanza dell'hardware e vi scontrerete con la naturalezza universale e le imperfezioni che caratterizzano la necessaria  individualità ... insomma conoscerete il fiume ma dovrete fare vostro anche il solco e tutti i declivi in cui scorre.  Quando sarete pronti nemmeno sarete perfetti, ma vi ritroverete ancora più fragili. Questa fragilità non è un punto d'arrivo ma è la nuova aria che dovrete respirare e vivere attraversandola continuamente. Una fragilità che  ha radici profonde e distinte. Conoscerle queste radici non è semplice e attenti a volerlo fare senza continuare a percorrere il vostro cammino iniziale, non fermatevi altrimenti piuttosto rinunciate a tutto. Tra le cause della fragilità  e del malessere che vi accompagnerà c'è anche un dono. Quando sarete pronti, ma non perfetti, riconoscerete e vivrete immediatamente l'essenza della verità in ogni singola parola che incontrerete. Chiunque vi parlerà non potrà contare sulla confusione e i vestiti delle parole,  e non potrà usarne alcuna  senza rivelarvi la verità dell'essenza, le percepirete sempre nude e con accanto le motivazioni del loro nascere. Ciò vuol dire che molto spesso basterà una sola parola ascoltata per conoscere la verità dei pensieri del vostro interlocutore, e la verità non riguarderà aspetti materiali ma solo quelli dei sentimenti. E sappiate che voi stessi se degni del vostro cammino già esprimerete al massimo la vostra verità. Così la gioia di un incontro si trasformerà in alcuni casi, all'istante, nel dolore di una delusione da nascondere e vi ritroverete a  dover essere assenti piuttosto che continuare ad ascoltare. E' questo solo uno dei “doni” della poesia,  ci arriverete passando dalle parole scritte ma quelle all'inizio faranno meno male. Questo dono un po' amaro assieme ad altri costituisce la spinta, il carburante unico di una nuova vita in un mondo che vivrete in modo assolutamente diverso, sempre in cammino e senza mai essere perfetti.  

giovedì 12 settembre 2024

Pezzettino di carta 2


Mi sorrideva sempre, le chiesi il perché, 

mi disse di un gran dolore e che stringendo i denti, per 

un istante e solo per un istante quello s'interrompeva.

Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...