lunedì 26 settembre 2022

Ci vorrebbe una poesia

Ci vorrebbe 

una poesia d'amore, 

una poesia dedicata a me 

per questo cuore che  

si è messo storto...  

che di solito  prendo 

lo porto nel mio tempio

e quello si addormenta... 

fa amicizia con i  sogni... 

con le cose mie preziose, 

rincorre l'amore di una stella... 

ma sarà colpa della pioggia 

che mi sta bagnando l'anima,  

ora io non  posso,

è come se chiedessi...

io che  ho sempre solo dato.


sabato 24 settembre 2022

IL MIO CIELO

 










Amore mio

il mio cielo

non ha un colore,

il mio cielo

è un buio segreto,

dove i grandi

suonano la vita

e dove io pur di ascoltare

ho finto di esser sordo.

Il mio cielo è lì,

dove la giovinezza

rifiuta il tempo,

dove un uomo

solo per destino

di un fiore imperfetto,

si è trovato tra le dita,

una, dieci, cento magie

per lenire ogni soffrire.

Tienti stretta a me

amore mio,

e non aver paura

di quando sarà pioggia,

e di me non resterà nulla,

e ogni storia raccontata sarà dimenticata,

perché ciascuna stella lassù nel cielo

ne vorrà una per sua luce,

e allora io sarò il mio cielo,

e tu il mio colore.


--- Il mio cielo - m.constantine

Un passero d'inverno


 



Un passero d'inverno,

costretto a volare,

radente al suolo senza radici,

senza un nido,

ho il cuore che si ritrae

e il sapor del sangue tra le labbra,

e gli occhi miei riposano oltre

la libra e il grande carro,

sono io la solitudine

di un mondo

di cui non faccio parte.

La pace è sull'onda della luce,

ed è fatale per me ogni scintilla.

Sono incisi su di me

i segni dell'amore,

la mia immortalità.


-Un passero d'inverno - m.constantine

i poeti sacri


Su in collina i papaveri di appena un giorno 

sono stati  cancellati  da una stupida pioggia, 

ma già domani i nuovi semi sbocceranno 

e i poeti torneranno sacri.

la bellezza di Dio e la confusione




La Bellezza, Dio, e la confusione.

Non lo ricordo più il nome della suora che mi preparò per la  prima comunione , non ricordo più nemmeno il suo viso. Ricordo che era buona e che le volevo bene, ma la mia mente, non trattiene nulla dei nomi , solo le emozioni, è il mio difetto di un quadrifoglio. In vacanza è  facile incontrare la bellezza e in quella vedere Dio. Dio in costa Azzurra, in costa Smeralda, Dio in ogni sole di un tramonto infinito, Dio nelle limpide acque di mari da sogno, Dio su una spiaggia meravigliosa, Dio in un bellissimo villaggio turistico, Dio sulle scogliere ai confini del mondo, Dio sulle cime degli alberi nei boschi, sì...  Dio anche sulla mia collina bruciata. La mia piccola suora, di cui non ricordo più il viso, prima di abbracciarmi per l'ultima volta, mi portò una scatola e all'interno vi erano decine di bomboniere molto belle che tanti bambini nel tempo le avevano donato... mi disse : portale a mamma lei saprà cosa farne e mentre ancora io  toccavo e curiosavo, lei aggiunse :Dov'è Dio Michele? - Io le risposi subito, per quanto distratto: <in cielo, in terra, in ogni luogo e in questa scatola>. Quello che volevo dirvi, ve l'ho detto. Siate sempre generosi con o senza Dio.

- Racconti brevi -  Michele constantine

L'ipocrisia e i Santi




- E'  morta!

- Ma come?

- Accussì! Senza permesso.

- E mo?

- E mo niente... c'è la festa, la madonna

- Evviva! Evviva! Evviva la madonna!

- Ma dove sta?

- Chi? La madonna?

- Evviva! Evviva! Evviva la madonna!

- La morta!

- Sta qua, sta là, da qualche parte deve stare, ma non qua, c'è la madonna!

- Evviva evviva evviva la madonna!

- La madonna?

- Evviva evviva! Evviva! la madonna!

- E che palle... dove sta?

- La madonna?

- Evviva! Evviva! Evviva la madonna!

- Ma tu senti questi... no! La morta...!

- Qua non può stare... è festa... è la madonna!

- Evviva! Evviva! Evviva la madonna!

- E dove sta? Non è casa sua questa?

- Sta qua sta là, ma qui non deve stare, è la madonna!

- Evviva! Evviva! Evviva la madonna!

- Ma è morta.. è ancora calda!

- Ma è festa e proprio qui!

- Già la madonna!

- Evviva evviva evviva la madonna!

- 'Sti cazzi all'inferno la troverete... la madonna!

- Evviva! Evviva! Evviva la madonna!

- Fanculo.



giovedì 15 settembre 2022

il piacere





Il piacere,

amore mio,

è in amore,  

come il sole 

dentro al mare, 

è un bacio estremo

senza più distanze, 

senza alcuna divisione,

senza spazi,

tutto dentro un infinito

e uno solo, 

nasce

e poi muore,

per ritornare

alla vita 

in un solo amore. 


lunedì 12 settembre 2022

i poeti nudi

 




Fanno tenerezza i grilli,  ignari dell'autunno che s'insedia nella terra, continuano a chiamare l'estate senza sosta fino alle porte dell'inverno,  nudi di ogni cosa, come i poeti che vivono la notte.

sabato 10 settembre 2022

Il sognatore




Matto!

Un matto senza tempo...

se tu sapessi quanto mi è costato.

Ti dico: “su, prendimi la Luna...”

Mi rispondi con saggezza: “ tu sei

matto! Ma sei cretino?

lo sai che la Luna

è una cosa grande grande che sta in cielo

e non può mica appartenere?”

Lo so, sono un uomo grande e grosso,

già... un giullare di spessore,

che va per conto suo,

l'idiota dei sogni,

una locomotiva a vapore

a cui non frega nulla del tempo,

e che si lascia attraversare.

Eppure l'altra sera

quando mi hai trovato con

una sfera luminosa tra le mani,

ti ho visto correre spaventata alla finestra,

guardare in mezzo al cielo

e tornare rincuorata...

cretino! mi hai gridato.. cretino!

Manco l'avessi rubata per davvero.

venerdì 9 settembre 2022

LA POESIA NELL' UOMO





Una settimana strana quella va finendo, un generoso amico poeta ha scritto della necessità di lasciare facebook e mi chiedo se facebook sia cosciente di quanto perde questo mondo virtuale quando un poeta come Luciano va via. Penso al vuoto che resta in tante anime che non potranno raccogliere più nulla di quel bene prezioso che generosamente egli distribuiva.  Un altro amico giovane e poeta ha provato a scrivere del come nasce in lui la poesia  e dopo aver toccato punti precisi... anche l'estasi in qualche modo, conclude senza usarla esplicitamente con una  parola votata come la più bella... “forse”. I poeti sfuggono a questa domanda anche quando se la pongono da soli.

Mentre lo  leggevo  mi sono perso, perché provavo a farmi la stessa domanda e cercavo di comprendere qualcosa di più su di me.  Credo che le motivazioni per cui si sceglie di scrivere  non dipendano dal possedere o meno un talento... semmai quello inciderà sul come si scriverà e sono convinto che nemmeno il solo saper scrivere potrebbe bastare. Ho iniziato a fermare immagini su un foglio, usando parole, quando stavo morendo, credo che di questo posso essere certo. Scrivere da poeta, a prescindere dalla qualità degli scritti,  è un tentativo quasi istintivo di dare voce a un intimo profondo che è già tutto lì al momento che si nasce e man mano  se ne prende coscienza. Se io dovessi descrivermi in età, mentre scrivo in poesia, ad essere sincero dovrei  definirmi un ragazzino, un senza tempo, uno che scompare scrivendo. Ma di fatto, io ho vissuto come uomo, con tutti i sacrifici, e le responsabilità, richiesti a un uomo, e il mio corpo  non è più quello di un ragazzino da tanti anni, e si lamenta pure  che non mi prendo molto cura di lui. Il ricordo di quando ho iniziato a scrivere, anche se senza mezzi... intendo tutto quello che è necessario per esprimersi, è ancora vivo in me,  ricordo bene il  raccontare a me stesso, e a chi mi capitava,  la vita intorno a me, e giuro ero bramoso di leggerla con gli occhi e farla rivivere con le parole per quanto ne avessi poche a tre anni. Fragilità, sensibilità, un po' di malasorte, ma anche la gioia che si genera dalle piccole cose ed è  quest'ultima il vero mio talento. Violenza, cattiveria umana, carità pelosa, amore cristiano,  l'amore in tutte le sue meravigliose espressioni già ribelli e già orgogliose di essere una scelta, l'ipocrisia, la ribellione, gl'incontri, l'universo, la distanza dello sguardo, il dolore, le ferite, i pochi giorni di gioia che fanno impazzire, la vita che scorre addosso e le mani e tutto il resto che cambia il cielo ogni giorno... il lavoro, gli altri, chi ami, chi ti appartiene... la notte, il giorno, il cibo, le ingiustizie, i torti,  il bene, il male...  rappresentano un miliardo di filamenti che un bambino vede crescere sul proprio corpicino  e ognuno di essi scava, si nutre, nutre, ferisce, e chiede per sé un'incisione nella carne. Si sa che qualcosa deve cedere posto ad altro... perché tutto è troppo e  per fare bene qualcosa occorre farlo...  ma quanto si è costretti a cambiare? Ognuno per un po' conserva memoria di quel compromesso, delle sue scelte e sa bene che ogni scelta fatta porterà a percorsi diversi e ad altre scelte. Ed ecco la mia risposta: Sono stato un folle. Non ho rinunciato a nulla di quello che avevo da bambino... e quindi da ragazzino... ho lasciato che tutto accadesse solo sul mio corpo, ho protetto i doni originali della vita... e tutti quelli che anime buone mi hanno anche insegnato a proteggere e l'ho fatto vivendo una vita da uomo. Non sta a me dire che disastro ho combinato o che miracolo ho realizzato. 

La poesia non lenisce  le ferite, non cambia la vita, non fa smettere di bramare l'amore anzi al contrario, può dare un senso quando è sacrificio, quando non è un corso a pagamento, o un lusso da potersi permettere, è allora  facile trovare giusta  la parola follia per definire cosa davvero comporta vivere di solo poesia. E' coscienza di una scelta fatta, è un percorso intimo da vivere per non perdere nulla di ogni momento vissuto, di ogni rinuncia, di ogni conquista, e  di ogni volta in cui guardando le proprie  mani assolutamente vuote... le vedi limpide e luminose come la luce. La poesia nasce per poterci accarezzare, lenire un dolore, nutrendoci dell'essenza dell'amore che ci è dato di conoscere e che ci aiuta ad approfondire, e  poi ma solo dopo e non per tutti, è certamente anche studio profondo delle parole, del pensiero già scritto,  e del lavoro già fatto da chi ha percorso prima e con talento la stessa strada. La poesia può non bastare. Quando il corpo soffre, quando è violato dalla vita, quell'intimo trovare difende l'anima, difende lo spirito, difende la luce, difende la verità, fa giustizia dove non c'è, difende l'amore, e fin quando alimenterà quella fiammella folle e miracolosa di non sola speranza ne varrà la pena. Occorre che i versi spingano le menti a salvare qualcosa, che resti  integro  il senso del bene della vita e non solo le esigenze del corpo che pur resta compagno di viaggio  e con cui tutto si condivide.  Il successo, le vendite, richiedono tanto impegno e tenacia, e in quello si può riuscire con gli strumenti giusti, ma  potrebbero divenire sì un soccorso ma anche un cancro, il consenso... anche quello conta solo in parte e anche per certi versi il saper scrivere, che abbisogna di uno sguardo esterno...ed è complicato, visto i tempi, da comprendere in giudizio soprattutto nei percorsi medio/alti come è sempre l'arte che si evolve,  invece conta il bene che si genera... e se tutto questo essenziale a un certo punto finisse? Questa risposta va letta altrove perché altri poeti l'hanno già scritta. m.constantine

ONDE DI UNO SCRITTORE



Cosa c’è di più luminoso di una pagina bianca?

Cosa c’è di più vuoto di una pagina bianca?

Una tempesta di pensieri fugge ai miei occhi, 

e  scorre così velocemente  

che solo il vento mi resta.

E’ la vita …

e nel correrle avanti,

nel gioco dell’onda del mare

mi accorgo che più volte mi ha raggiunto e travolto.

L’essere giovane prima e il desiderio di esserlo ancora

non basta, perché il tempo non restituisce mai il passato 

ma solo i ricordi e li adagia su onde che le parole disegnano 

senza suoni nemmeno se lette a voce alta.

La risacca nonostante l’impeto non ha fragore. 

Occorre imparare , ancora una volta ad amare,

senza i ricordi per poter baciare.

Il silenzio e la tempesta non sono la fine,

come colonne d' Ercole indicano  tra follia e

smarrimento  il confine con il nulla, 

l’addivenire, lo sconosciuto,

il fardello con cui io cerco, le divine parole,

che traccino disegni, immagini 

che convincano me stesso,

del mio talento, del dono,

e se esso esiste. 

in quest’ultimo, senza alcuna umiltà, il senso

della mia vita.

Constantine il poeta


                                                                                   Ph. copyright Cristina Fernandez





- Constantine posso innamorarmi di te?

- Fai pure.

- Mi dedicherai poesie?

- Una per ogni giorno che resterai con me.

- Ma mi amerai veramente ?

- Come l’aria che respiro, come la pioggia,

come certe parole.

- Ma cosa vorrai in cambio?

- Nulla se non l’amore.

- E se io non ne avessi?

- Ti resteranno le poesie.

IL MURO



L'amore butta giù i muri,

scioglie i cuori e le passioni...

dà un senso alla vita,

oh... il vento...

e chi non ama correre nel vento?

ma tutti 

fingono di non sapere che 

l'amore muore proprio

ai piedi di un muro.

il coraggio e la vita

 Il coraggio soffia la vita

dentro il sangue di un amore,

e lo rende vero,

per quello un cuore batte,

altrimenti fa solo rumore.

sabato 3 settembre 2022

La vita troppo in fretta

 







Ogni giorno mi

porti via qualcosa,

è una ferita,

chissà quando me l'hai incisa,

chissà  come.





Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...