venerdì 16 ottobre 2020

Luogo degli scarti


                                                                                                                          PHOTO MICHELE CONSTANTINE


Sono stato in un luogo di morte,  uno sgabuzzino vecchio  con quattro o cinque cadaveri. Ho spento gli occhi ma non ho fatto in tempo. Una anziana donna, bianca come un ghiacciaio con la bocca spalancata in un urlo senza voce, senza una carezza di un riposo. Un ragazzino nel corpo di un quarantaseienne tutto composto nel dolore di un cancro che lo ha divorato. Un altro ancora più giovane, sangue mio, nero nel volto di sangue scoppiato e carni violate. Tutti ammassati, i corpi, quelli dei vivi e quelli dei morti,  il dolore di chi li amava, il silenzio,  le mani, le dita che mai più stringeranno,  l'aria, la luce grigia e stanca, il puzzo di morte, i bavagli divenuti sporchi e inutili alla vita, il pavimento sozzo a prescindere, le bare e i merletti  derisi da  liquidi umani, i pensieri in lacrime, qualche fiore e una vecchia madonna distrutta,  brutta nel viso che  nemmeno più ricorda una madre. Delle sedie , lasciate divenire  ignobili bacinelle di pioggia nere di sporcizia e di qualche pezzo di pane, finzione di un gesto di rispetto umano mai nato,  ipocrisia dei signori del danaro  senza Dio, figli di prostitute del demonio. Ero fuori a un orifizio , in quello scarto non più ipocrita di carcasse umane, dove non rende più un soldo averne cura e dove resta solo l'amore dei cari... immondizia e carrozze  che con pietà pagata una alla volta le portano via. Tornando a casa non vedevo che corpi nudi,  privi di alcuna armonia, nemmeno le linee diverse d'età i colori.. nessuna bellezza o percezione del sesso, nulla e nessun sapere aveva un senso. Carcasse vive e io stesso...solo misure diverse e per ognuna di loro separato e messo da parte un singolo universo per una volta in silenzio... muto. L'amore era muto e Dio era spento dietro a un cielo grigio di pioggia salata... un tuono e il rumore borioso di uomini inutili, uomini che defecano e orinano senza lavarsi le mani... in vestiti grigi con la morte sorridente appiccicatagli addosso fiera di portarli domani all'inferno. Torno all'amore quel poco che ho... la mia bici sotto la pioggia, il mio cuore batte come un campanello surreale in una campagna che vive riparata da una tempesta  in un giorno grigio d'inverno. Torno a casa.

Luogo degli scarti 

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