C'era una volta un uomo e il destino volle che per sua mano morisse un altro uomo. Scontò la sua pena in prigione e poi ritornò tra gli uomini ma non amava restarci. La maggior parte degli uomini per quanto pieni nel sacco, della conoscenza, non cancellano una particolare differenza. Non cancellano quella che toglie loro ciò che non hanno guadagnato, e che solo per caso si sono ritrovati. Essi non ci rinunciano. Il Nostro decise di andar via, e si ritirò su in montagna, in un vecchio casolare abbandonato. Possedeva una capra e un cane, e la natura intorno, e quest'ultima lo tenne d'occhio per molto tempo, fin quando non se ne innamorò. Ogni giorno gli regalava qualcosa e quel luogo abbandonato divenne un piccolo paradiso. Fiorivano le piante di frutti rari e a migliaia i funghi buoni, le bacche, le erbe pregiate, e questo in ogni stagione. La natura gli regalò la propria armonia e ancora di più. Una mattina, un suo amico di gioventù era non lontano da quel luogo e la natura intervenne smarrendolo nei sentieri e seminando doni lungo un preciso percorso lo condusse da lui. Oh, se sapeste quanta gioia e magia ci fu in quell'incontro... il pane si generò sulla tavola e il formaggio, il latte e ogni ben di Dio si offrì per essere assaggiato e l'amore, tra fratelli ritrovati, banchettò in gioia assieme a loro. Per molto tempo, l'amico insieme ad altri amici... tornò a trovarlo e questo ogni volta che avevano bisogno d'amore. Correvano su felici come ragazzini per quei sentieri fino al vecchio casolare, mentre tutti gli altri laggiù in città, ipocriti anche con se stessi, di notte stendevano alle finestre le loro differenze perché sembrassero al mattino luccicare. No! Non conobbero mai quel paradiso. Ma venne un giorno in cui il male si sentì perdente in Terra, e si chiese: “com'è possibile questo? Ho venduto così bene la mia farina e in ogni città, che luogo è mai questo?” Il male ha il viso di molti uomini che gli somigliano e in quelli si compiace. Pigiò il piede sulla terra e la fece mancare al mezzo con cui il Nostro curava il paradiso, lui chiese aiuto ma non c'era nessuno, e giù in città la sua voce non riusciva ad attraversare le differenze stese alle finestre per quanto ormai putride e sporche di cenere d'inferno. Quel grido raggiunse gli Angeli... che accorsero quando era già troppo tardi e non lo lasciarono lì. Chi lo aveva amato lo pianse nel proprio cuore e nessuno ma proprio più nessuno, poté ritrovare quel sentiero che portava in quel luogo dove adesso un fiore nasce e non muore, a parte un poeta e il suo arcobaleno.
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
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scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

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