sabato 15 luglio 2017

la mia finestra

la mia finestra affaccia sulla notte e stasera è severa e triste come una vecchia senza figli. Le pietre dei palazzi, sembrano vecchi mostri, tartarughe preistoriche, senza più padroni, divorano il tempo e non nascondono le rughe. Le falene rischiano la vita solo per un'ombra assai più grande e lì morranno. Gli scarafaggi, misere creature, ritornano alla fogna, con percorsi da eroi, non saranno mai amati. L'unico gallo rimasto, alle quattro, spaventa il cielo, e la pioggia lontana, corre curiosa a vedere cosa è stato, cosa sarà mai questo grido, diverso dal vento?... Il vento è distratto, si è perso nelle case del paese, scuote i vetri di storie vuote e gioca con quel che trova per la strada. In questo strano silenzio, ognuno vuole imporre la sua voce... qui tutto annega e il rumore delle bracciate viene confuso con la vita. Il mio stomaco mi fa male e mi costringe a stare in piedi a vedere e ad ascoltare l'amore che non basta, l'amore già morto... ne è piena la mia strada. Ah... se lo conoscesse l'amore vero...questo mondo qui sotto... eppure tace al canto delle rondini alle cinque del mattino... è vero si zittisce ma non impara, non rivendica nulla... non comprende e se per caso l'amor vero qui passasse... smarritosi nella notte... nemmeno l'alba potrebbe salvarlo.

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