sabato 17 giugno 2017

lacrime d'ostrica

conoscevo un vecchio veterinario che accoglieva tutti i randagi rotti del mondo... aveva mani callose e fiato pesante... nemmeno sembrava amore... il suo era il senso del giusto... così raddrizzava ossa e curava veleni e malattie a chi era destinato a morire, senza prendere nulla. Una volta gli portammo un cane che non poteva correre, perché qualcuno gli aveva rotto le zampe e quelle gli si erano calcificate così... lui lo guardò e con le mani gliele spezzò... poi con cura, sentendole in ogni parte, gliele fasciò e ingessò... provai tanto dolore, ma nulla rispetto alla gioia del cane, quando riprese a correre. Conosco un artista... un artigiano straordinario... che restituisce la vita all'arte che muore mangiata dai vermi... e dico non sostituisce ma restituisce... e vedo l'arte dopo correre gioiosa.Conosco un uomo che raccoglie parole, quelle più semplici e usurate,  di cui molti si liberano dopo averle sporcate un po' di tutto, le lasciano per strada, sui muretti e dentro ai buchi... lui le raccoglie e ci fa  delle bellissime collane. Ognuno pensa di avere il collo giusto, ma faticano poi a farci passare la testa e così le rompono. Quell'uomo è un poeta, dice sempre... "prima o poi qualcuno comprenderà il valore della testa,  piuttosto che quello del collo" .

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