Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
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scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

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martedì 31 maggio 2016
Amore ( solo)
Vivo la tua voce nei suoni del silenzio,
in tutto ciò che vibra al battito del cuore.
Sei vita
sei il raggio che nutre il sole
e in ogni mio istante nei tuoi occhi
mi abbraccio a questo universo di conoscenza
fatto di un amore sublime
in cui non si nasce soli, ma inseparabili da sempre,
e mi sorprende trovare un tempo
tra la tua bellezza e il mio ricordo.
in tutto ciò che vibra al battito del cuore.
Sei vita
sei il raggio che nutre il sole
e in ogni mio istante nei tuoi occhi
mi abbraccio a questo universo di conoscenza
fatto di un amore sublime
in cui non si nasce soli, ma inseparabili da sempre,
e mi sorprende trovare un tempo
tra la tua bellezza e il mio ricordo.
giovedì 26 maggio 2016
Incontro 1
La verità è nascosta
dalla follia di un sorriso,
è abbandonata al vento,
e a una fragile nebbia.
Cosa ne so io di te?
I tuoi occhi si proteggono
anche quelli ubriacano.
Eppure ti ho toccata
ho sentito il tuo
dolore,
è destino dei poeti
vivere la luce.
Un'ombra gela l'anima,
tu tra cento lame... e una carezza.
dalla follia di un sorriso,
è abbandonata al vento,
e a una fragile nebbia.
Cosa ne so io di te?
I tuoi occhi si proteggono
anche quelli ubriacano.
Eppure ti ho toccata
ho sentito il tuo
dolore,
è destino dei poeti
vivere la luce.
Un'ombra gela l'anima,
tu tra cento lame... e una carezza.
Ho incontrato la morte,
addosso a un uomo
con il mio stesso sangue.
Gli hanno infilato un cartello al polso
e un tubo nello stomaco,
e poi lo hanno lasciato al buio.
La morte era lì
come un avvoltoio feroce
e attendeva.
Tutto girava
come una trottola.
Io l'ho vista... la morte,
con la luce che mai muore,
mi ha guardato con disprezzo,
e le ho sentite le sue parole,
quelle della vecchia senza amore:
"bastardo di un poeta"
questo ha detto e io le ho sorriso.
lunedì 23 maggio 2016
domenica 22 maggio 2016
lame
Per dispetto
al sonno
la mente riapre
i cassetti chiusi
e le parole
quelle senza suono
quelle sfuggite
incise di nascosto
piccole espressioni
promesse mancate
assenze
tutte si mettono in fila
e mi attraversano la mente
e quando ogni parola ha la sua bocca
e ogni bocca la sua lama
e ogni lama la sua ferita
la notte muore
e ancor prima che sorga
il giorno.
martedì 17 maggio 2016
essenze
Irrequieto e folle
l'uomo,
si offre al desiderio della morte,
bramoso ancora di un amore
che nemmeno lo toccherà....
l'uomo,
si offre al desiderio della morte,
bramoso ancora di un amore
che nemmeno lo toccherà....
martedì 10 maggio 2016
sabato 7 maggio 2016
Minatore
Ho il cuore nella mente e lo
stringo delicatamente fino a quando
comincia a sanguinare e poi sempre più forte,
inizio a scrivere
senza sprecare nulla perché non so
quanto sangue possiedo
tento la vita
in un gioco mortale
sapendo di poter perdere.
Non morire mi ripeto
e a ogni luccichio
guardo la vena
negli occhi di chi legge.
stringo delicatamente fino a quando
comincia a sanguinare e poi sempre più forte,
inizio a scrivere
senza sprecare nulla perché non so
quanto sangue possiedo
tento la vita
in un gioco mortale
sapendo di poter perdere.
Non morire mi ripeto
e a ogni luccichio
guardo la vena
negli occhi di chi legge.
venerdì 6 maggio 2016
Troppa luce.
La stazione di Caserta è piccola, è quella di una piccola città di provincia. La gente quando è lì è diversa, è più bella. Perché se parti da qui, non puoi andare che in posti più belli. E sono belli i vestiti, i capelli ben curati e belle le valigie, poi quando arriva una freccia sembra così grande il mondo fuori, assai più di quello che è davanti alla Reggia. Alle diciannove giunge una piccola macchina, parcheggia decisa, come se quel posto le fosse assegnato. Alcune ragazze mettono giù un pentolone, delle buste con tanto pane e ne gettano a terra una di stracci. In pochi istanti, dal nulla si forma una fila silenziosa. Sì, ci sono i barboni, ma quelli non sono poi così tanti. Ci sono coppie di giovani ragazzi, intorno a un piatto di pasta, un bicchiere di bibita o di acqua, un panino con salame, e un sorriso amico. Le donne ucraine hanno le cuffiette dei cellulari, prendono i panini e li conservano nelle borse. Sono tanti, italiani, cinesi, pachistani, il loro vestito è uguale, fatto di dignità e umiltà. Una cinquantina di persone colorate e ordinate, qualcuno sceglie un capo tra quelli a terra, e un giovane marito ne offre uno alla compagna. "E' amore quello", "è amore mi ripeto" - nonostante abbiano così poco. Due ragazzini innamorati senza casa, sorridono mentre consumano un piatto di maccheroni con il sugo... e io piango come uno stupido. Intanto lentamente vanno via. I volontari restano ancora un po', per quelli che si vergognano. Li aspettano, dicono: " d'estate c'è troppa luce". Una ragazza ucraina mi si avvicina, non mi porge il pane, mi dice mostrandomelo e sorridendomi : "non è colpa tua... non è colpa tua". Mi giro è vedo che Cristo deve essere qui intorno.
giovedì 5 maggio 2016
Ricordi
nell'azzurro di un cielo
quasi magico,
questa mattina...
il sole
sembra che le bagni tutte
e le fa brillare... le foglie,
sui rami più alti degli alberi,
tra i pensieri dei ragazzi
per strada,
mentre va via un anno di scuola
e un po' della vita.
Un vento leggero,
pulito... senza tempo...
anch'io lo ricordo...
le asciuga.
quasi magico,
questa mattina...
il sole
sembra che le bagni tutte
e le fa brillare... le foglie,
sui rami più alti degli alberi,
tra i pensieri dei ragazzi
per strada,
mentre va via un anno di scuola
e un po' della vita.
Un vento leggero,
pulito... senza tempo...
anch'io lo ricordo...
le asciuga.
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