Sotto la pioggia forte
di ieri,
si accaniva la vita,
fioriva il ciliegio.
Anche io,
come lui,
nacqui
sotto la pioggia.
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
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scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.
domenica 5 aprile 2015
sabato 4 aprile 2015
Il sapore di un bacio
La pioggia ti bagnava di luce il viso,
la pioggia come me voleva averti...
per le tue labbra ebbre di follia,
per il desiderio,
per la nebbia dentro al cuore,
io ti ho ho baciata,
come l'arcobaleno bacia un fiore d'acqua
e ogni fiore assieme
in quell'istante in cui prende vita.
Sì! Ti ho baciata,
come chi ruba la luna,
come chi porta via dal cielo il Gran Carro,
o la stella tra le stelle...
la rosa più bella,
la prima lucciola di maggio,
il primo fiore di magnolia sull'albero più alto...
sotto gli occhi di tutti... io ti ho baciata,
e conservo il tuo sapore di mela annurca
che nutre i sensi e l'anima mia.
Prigioniero ti chiesi il nome
e in mezzo al mare con un fil di voce tu me lo dicesti.
Io ti ho amata...
ti ho amata sempre e per sempre,
in ogni tempo e senza tempo.
.....
El sabor de un beso- di michele constantine
tradotta da Anne Marquez (figlia)
La lluvia te bañaba de luz tu rostro,
la lluvia como yo quiso tenerte...
por tus labios ebrios de locura,
por el deseo,
por la niebla dentro del corazón,
te besé,
como el arco iris besa una flor de agua
y cada flor junta
en ese instante en que cobra vida.
¡Sí! te besé,
como quien roba la luna,
como quien lleva lejos del cielo la osa mayor,
o la estrella entre las estrellas...
la rosa más bella,
la primera luciérnaga de mayo,
la primera flor de magnolia en el árbol más alto...
bajo la mirada de todos...te besé,
y conservo tu sabor de manzana
que nutre mis sentidos y mi alma.
Prisionero, te pregunté tu nombre
y en medio del mar tú me lo dijiste en un susurro.
Yo te he amado
Te he amado siempre y para siempre,
en todo momento y sin tiempo.
mercoledì 1 aprile 2015
Il sapore amaro
Dolce stanchezza
racconta di me
e dello sguardo di lei
del mio corpo nudo
che pure toccassero...
come con quello di Socrate.
Muoio anch'io
e con il sapore amaro
non per il veleno
che pure uccide
ma per la fine
del nutrimento
che non giunge più al cuore
a tenerlo in vita.
L'angelo (Fratelli in Cristo) Il miracolo
L'angelo (Fratelli in Cristo)
Il miracolo
Scendere insieme a Lui,
non è la prima volta e nemmeno sarà l'ultima.
Essere tra loro, ascoltarne i pensieri, senza essere visto, senza che un solo sguardo incontri il suo.
Amarli tutti, ma liberi, liberi di scegliere.
Lui.
Lui è lì ed in tante altre case.
Sui gradini di una di quelle
Sui gradini di una di quelle
ciò che non è stato dato,
ciò che è già stato vinto sulla croce.
In alto la particola,
il cuore trema,
l'uomo si fa strumento.
Lui mantiene la promessa.
Chi lo accompagna ne è testimone
ma altro è il suo compito,
raro è il suo lavoro
e ha di che rammaricarsi.
Amarli tutti, fratelli in Cristo,
sussurrare senza parlare:
“Si, Lui ti ama”,
“Raccolgo le tue lacrime”,
“ Sii forte”,
“Non chiedere, dona".
Ma altro è il suo compito,
raro è il suo lavoro
e di questo questo non gioisce.
Benedetto sia il perdono.
Unite le mani,
chine le teste, il segno dato a Costantino.
Li vede uscire
e ognuno riprende il suo fardello,
è assai più leggero, ma non è cambiato.
Raro è il suo lavoro,
il saluto di un fratello lo trova impreparato,
lo sguardo è già lontano,
terrena sensazione di un cuore di bambino.
Lì sopra quel gradino il miracolo avvenuto...un fardello da portare via.
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