L'ho visto
danzare tra i monti del Kosovo.
Era rosso il
colore più forte e i lampi più chiari
e quelli più scuri segnavano a morte il confine già noto.
Non c'era
rumore. Era il silenzio. Il colore era il silenzio.
L'ho visto
danzare tra i monti del Kosovo.
Ho visto i
vagoni e le grosse catene. Ho visto le macchine spostare
le carcasse
di mille e più ossa legate tra loro.
L'ho visto
danzare , tra i monti del Kosovo.
Ho visto la
luce di mille bambini.
Ho visto i
loro occhi in un grande paniere e con petali di rose ne ho spento il
dolore.
L'ho visto
danzare tra i monti del Kosovo.
Aveva le
unghie più lunghe delle tre dita e la pelle quella del rospo.
Ho visto la
fronte e un grigio cespuglio di follia e di morte.
L'ho visto
danzare tra i monti del Kosovo.
Ho visto la
grandine incendiare la terra ed il latte materno
mutare
colore e più rosso del sangue tingere le vesti.
Ho visto la
croce sciogliersi nel fuoco e mille mani sacrificarsi per essa.
L'ho visto
danzare sui monti del Kosovo.
Ho visto la
sabbia bruciare al sole.
Ho visto il
seme che non germoglia.
L'ho visto
danzare tra i monti del Kosovo.
-
Scritta
nel 1999, potrebbe essere stata scritta dal bambino ebreo a cui i
Tedeschi di Hitler chiesero di lasciare sul terreno tutti gli indumenti
o dal bambino palestinese che in ginocchio tra le braccia di un padre
Lo vide danzare sulla striscia di Gaza. La scrissero in tanti ed in
altre parti del mondo, anche in Siria, nel tempo di ieri ed in quello di domani, per
opera di uomini , figli di un Dio che non ha mai smesso di amarli.

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