Photo di Mimmo Cannarile - Bari
Maria la “zingara”
Tiene la
faccia di Sant'Anna, questa zingara.
E' tenera
nello sguardo e nel fisico è tutto un nervo.
E' tosta, è
scura! S'abbronza per strada e si ferma ad ogni portone.
Loro.. la
gente già la sanno:
“Marì,
prendete, è vino e di quello buono”
La strada è
lunga e quando arriva al numero ottanta
è già
'mbriaca.
Ne avrà
settanta, forse anche di più, magra, vispa e sbarazzina
e questo non
aiuta.
Tutti la
chiamano, è amica loro...cose da pazzi non hanno paura.
Le danno il
tu tutte le donne, sia le mamme che le figlie, ma è sicuro,
la guardo
bene. è proprio una zingara.
Si! E' poverella, ma ha portamento. Lo sguardo è amico già appena l'incroci.
Cose da
pazzi... mi sembra una parente.
E'
sbarazzina e pure sfiziosa con questo vestito di primavera.
L'oro alle
dita mi ruba attenzione, ho un certo
disagio ma le apro la porta .
Mi parla dei
figli e di sessanta nipoti, di quando era ragazza e che è brava e
non ruba.
Un soldo, un
bicchiere di vino e poi se ne va.
Ha le mani
secche, come le braccia
e le ossa del gomito portano la spia...forse ne ha ottanta e anche di più.
e le ossa del gomito portano la spia...forse ne ha ottanta e anche di più.
Poi c'è il
tempo che passa – “è morta “ dice Zi' Rosa, è scappata con la
sottana da un
piccolo letto del peggiore ospedale ed è finita laddove è vissuta ...
per strada, con le mani tese vicino a un muro.
Teneva il
viso di Sant'Anna questa zingara, da viva rubava tristezza, e da morta me
l'ha restituita tutta assieme.

