Negli anni 70, ebbi come compagna di giochi un piccolo regalo per la mia prima comunione... una delle prime radioline dei vu cumprà di quel tempo, poche centinaia di lire, unico regalo di mio zio Cesare. Si ascoltava bene il primo canale radio rai, la corrida di Corrado, la classifica delle canzoni, (sarà poi il tempo di viaggio di un poeta dei Dik Dik) e il secondo canale... meno il terzo. Ma dopo la pioggia era tutto disturbato da voci straniere... un effetto che chiamavo a quel tempo propagazione e durava abbastanza tempo. Aprendo queste radioline c'erano dei componenti che, ripuliti della cera bloccante, potevano essere trattati con dei piccoli cacciavite e allora starando le frequenze originali ascoltare il mondo. La mia solitudine la sconfissi così, scoprendo quel mondo delle radio delle capitali del Mondo. Ed esplosi di gioia nel segnare per ognuna di loro gli orari di piccole trasmissioni in italiano. Broadcasting oltre la Rai... e scoprii ascoltando con un auricolare mono e giallognolo a tarda sera che era possibile contattarle inviando loro un rapporto di ascolto... quello che era il codice Sinpo. Così iniziai a disegnare e ritagliare delle cartoline Sinpo... con una valutazione da 1 a 5, del segnale, della comprensione della voce, di come andava e tornava il segnale. Fuori il mio portone c'erano due sorelle anzianotte che gestivano un tabacchi, mi regalavano santini e madonnine a decine, ma anche qualche rossana, allora le sigarette si vendevano sfuse e le candele e il sale si compravano da loro. Mi volevano bene perché non avevo papà, e insomma erano loro che mettevano il francobollo necessario. Iniziai a ricevere in risposta delle grandi buste dono... radio Mosca mi mandò un tesserino di OM, attestati, adesivi, cappellino e altre cose, Voice of America lo stesso adesivi e cartoline... Radio Albania cartoline e anche altre radio fecero lo stesso... mi riempirono di posta che profumava di colla, e di nuovo, con il mio postino che non credeva ai suoi occhi... in mezzo alla corte fischiava al cielo e gridava il mio cognome per poi consegnare a uno scugnizzo... posta da tutto il mondo.
- I racconti di michele constantine

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