sabato 5 agosto 2023

l'amicizia




Sì, accade, che  quando due fragilità s'incontrino l'una cerchi di proteggere l'altra. Oh! Quale delle due è la più forte? Questo in verità non lo saprai mai! E' l'amore ma non quello dei sensi,

è l'amicizia tra chi condivide l'essenza, e un'essenza che  non ha bisogno di toccarsi, che sa tenersi in un abbraccio fraterno. Non è nei sensi  la sua forza ma lo è  nel riconoscersi, è un mistero che coinvolge due vite nello stesso sguardo, nello stesso infinito, nello stesso salto. Non si tratta del tempo di una vita intera ma istanti, piccoli tratti, frequenti tra i fortunati  che possono essere anche assai meno,  stesso volo, e nella purezza così simile a quella dei bambini che si danno la mano per saltare assieme promettendosi un "per sempre".

Un uomo e un cane, un uomo e un uomo, un uomo e una donna. Vicini o lontani, compagni di viaggio ma anche in direzioni diverse, semplicemente fili che s'incrociano  per poi superarsi e in quel conoscersi nulla sarà come prima. Ho amato, e così tanto in questa mia umile vita e ho amato l'amicizia e la meraviglia del suo amore forse più dell'amore dei sensi.

Il mio dolore, il mio male ha quelle radici, amai Socrate  ascoltando la sua voce per mezzo degli scritti dei suoi discepoli, e restai per giorni a perdermi e a ritrovarmi in questo scoprire che doveva esistere da qualche parte quel mondo migliore. Un mondo che desse giusta misura a ogni cosa.

La poesia è corda sofferta, è filo spinato da  tirare a mani nude, è un filo che serve per volare senza possedere ali,  è foriero di cicatrici d'amore che non generano sudore ma possiede la limpidezza che permette quel riconoscersi. Ma la gioia così infinita, così concreta e pregna di sostanza nutriente, di valori, di infiniti che è possibile toccare come cavalcare e mettere le mani, il viso in un arcobaleno... ha un suo limite, un limite che riconduce l'uomo alla sua natura mortale. Perdersi. C'è sempre chi va via prima, e proteggersi nel destino della vita è solo un'illusione a cui ci si può adattare.

Ho preso un caffè e mi ha detto “ mi piace questo bracciale” e io l'ho sfilato dal mio polso e l'ho messo al suo, si è parlato di arte e della vita che scorre,  giusto il tempo di un the freddo... senza raccontarci molto, come chi sa di proteggere l'istante in cui due fili s'incrociano e viverne la magia, la purezza,  e riprendere la corsa come se il domani fosse certo. Poi le parole non sono più suoni e riprendono a viaggiare per incontrarsi e arrivano da lontano... montagne che sfilano... terre e campagne lavorate, storie e vite sconosciute che corrono  fuori dal vetro...  e ci si risveglia al mattino e non trovarsi più e ti ritrovi solo. La vita è così, spegne fili di vita senza una ragione, non puoi farci nulla, e io posso solo gridare questa  non è la mia vita, non può essere questa la vita. Perdere un amico o un'amica, perdere un amore di un fido, perdere la forza di un patrimonio di fragilità, l'universo raro e prezioso quanto unico, di ciò a cui sei destinato in reciprocità di essenza, fa male quanto un maledetto cancro, ma di quelli lenti, e nessun sorriso potrà nascondere quell'immenso di ricordi vivi e preziosi che possiedi dentro e che ancora proteggi più della tua vita. Ho scritto questa pagina perché possa essere una carezza, solo una carezza e un riconoscimento a chi sente, leggendola, vibrare dentro di sé un cuore nel cuore, siete meraviglia, siete il bene del mondo. Sia benedetta l'amicizia tra fragilità che s'incontrano. Non pensate a me, ma a voi, a quello che possedete del bene del mondo e a come viverlo in carpe diem. Buona domenica.

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