Partire. In fretta, come fanno i giovani, quasi senza bagaglio, così ho fatto. In realtà non sono da solo ma si sa è possibile perdersi durante un viaggio. Non sto a raccontarvi quale mezzo mi ci ha portato ma sono appena arrivato in Puglia. L'appuntamento è presso un luogo di mare, una spiaggia, che aprono a tempo e con un grande portone d'ingresso. I proprietari gestiscono due luoghi con lo stesso nome, l'altro è una piscina, una grande vasca, ed io che mi sono perso mi ritrovo diretto lì e non so il perché ma ci vado. La Puglia in questi giorni è piena di turisti, è caotica da sembrare più una strana Napoli, con gente che attende di mangiare, e fa file come alla posta per le raccomandate, e di sicuro il silenzio pugliese deve essere partito in ferie chissà per dove. All'incrocio di una strada, io sempre più smarrito, incontro un politico che nemmeno so chi sia, ma deve essere una brava persona e ha tanto di scorta. Gli piace far comizi da solo, che tipo strano, ogni tanto si ferma e declama. Alla fine mi sta dando un passaggio e faccio amicizia con la scorta, ecco adesso mi lascia... appunto nel luogo sbagliato. Tra le persone che mi attendono, in gita con me c'è pure mia madre e immagino poverina quanto si sentirà persa tra estranei, il mio telefono deve essere rimasto a loro. Almeno così credo, se non l'ho perduto, lei sarà preoccupata. Intanto la mia corsa continua e vi confesso che forse proprio per tutto questo andare storto mi sento più giovane, e sono certo che nuotando tra questa gente e strade ce la farò. Tutto intorno scorre per suo conto, comitive di amici tra loro vivono il rumore che generano come un' avventura, io intanto ancora non sono riuscito a vedere il mare, mi dicono che è tutto chiuso per le pulizie del mattino. Mi fermo a un grande tavolo di legno che sa di antico, una donna anziana come il tempo arriva reggendosi a fatica e poggia il viso sopra quel tavolo e poi parte del suo corpo. Ha pochi indumenti addosso, come fanno gli anziani a casa d'estate, la guardo colpito in parte dalla tenerezza ma va prendendo un colorito sempre più bianco tanto che a un certo punto diviene quasi quello del marmo, e si accascia lentamente su quel tavolo. Mi avvicino e ne ho un po' timore, il corpo è così privo di segni di vita che anche le linee delle orecchie sono adesso appuntite. Ma non posso non intervenire, devo farlo, questa nonnina sta morendo. Provo con le mani e poi con un abbraccio a sollevarla, a parlarle e ad abbracciarla. Non ci crederete ma si sta riprendendo ha messo su colore così in fretta che anche i vestiti mi sembrano più adatti a questa sconosciuta centenaria. Mi sorride, poi guardo il tavolo che adesso è più lontano e giuro... quel corpo bianco color marmo sta ancora lì, fermo e forse va dissolvendosi. Riprendo la mia corsa, devo raggiungere le persone che mi aspettano, non ho soldi, non ho telefono, un vero casino, ma in quanto a energia, mi sento un ragazzino. A piedi percorro diverse strade, m'infilo da portoghese anche su un mezzo e scendo a un incrocio in mezzo al nulla... e non ti ritrovo preso nelle sue declamazioni il politico con la sua scorta intorno? Si! Proprio quello! Questo matto... benedetto! Devo aver perso la cognizione del tempo o devo avere un po' di febbre, ma quest' incontro mi aiuta, mi becco un altro passaggio e intanto si è fatto pomeriggio. Non posso telefonare a nessuno perché io non ricordo i numeri, è la mia malattia, mannaggia pure qui in questo sogno!!! <Non mi aiuta> dico al poliziotto della scorta che mi porge il suo telefono. Nel commiato c'è la consapevolezza che risolverò questo mio vagabondare ma anche la stima potente, una magia meravigliosa tra perfetti sconosciuti. Finalmente ci sono, da qualche parte in mezzo a questo caos di accampati ci devono essere i miei amici... mi faccio prestare un telefono e provo a chiamare all'unico numero che ricordo, il mio. Il volume della radio è così forte, ma riesco a sentire la suoneria e su un tavolo su cui sono riversate un cumulo di cose... eccoti qui! il mio cellulare... ma è tutto rotto, cavolo! Che gli sarà successo? Mia madre... è qui davanti a me di spalle mentre scrive qualche cosa a una grande lavagna, adesso tranquillo, sta bene, meno male e poi è così ringiovanita... ma davvero così tanto. Rosaria - che ci farà da queste parti davvero non lo so, che ci sia pure Saviano? Si allontana a piedi con la scorta, è suo il telefono con cui ho chiamato... gliel'ho restituito ma adesso sono nuovamente senza ,visto che il mio è rotto... glielo dico e così torna indietro, infila la mano nella borsa e mi regala il suo. Meno male, ora posso riposarmi da tutta questa corsa. Ho un piccolo herpes sul labbro, ma che brutto sto coso, sfogo della notte, lo dicevo che era febbre, tutta colpa di una scatoletta di tonno che ho mangiato in mezzo a un panino morbido. Cosa ci metteranno dentro queste scatolette davvero non lo so... forse funghi allucinogeni altro che pesci... ed eccomi qui... niente spiaggia ed è inutile che cerchi quel telefono di Rosaria... sicuramente a essere rotto sarà il mio. Però che tenerezza quel sorriso...
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
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scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

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mercoledì 30 agosto 2023
Partire...
domenica 27 agosto 2023
la mia vena
Mia poesia
ti prego resta,
sei nata nell'ombra,
e ti ho generata sulle mani di una donna.
Colpa di un raggio di luce
che mi ha innamorato l'anima.
Quanti baci sulla vena,
quanti baci sulla vena.
Un giorno lei attraverserà il silenzio,
e allora sentirà le mie labbra,
son certo...
quanti baci sulla vena,
quanti baci sulla vena.
lunedì 14 agosto 2023
Y la vi irse
Regresarás con la lluvia…
me encontrarás dormido.
¿Que pensaras de mi?
te esperaré en la calle
sobre la banca de siempre
vendrás..
Lo sé… vendrás
pero por el solo tiempo
para verte
ir.
Del poemario: “Y la vi irse”
Un giorno di festa
Alle quattro del mattino
il merlo ferisce la notte,
mentre la giovinezza sprona la vita.
Il corpo si ribella al tempo,
il silenzio brama ogni suono,
e l'amore finalmente si addormenta.
La terra riceve il latte
e il seme si apre alla luce.
L'uomo ubriaco
rincorre parole nel sonno,
e il poeta incontra se stesso.
La morte sorride al
concime che cresce e
l'Umanità trema
per il sangue degli innocenti,
oh, amore amore soccorri
il mio cuore che
vive la solitudine
in un giorno di festa.
sabato 5 agosto 2023
l'amicizia
Sì, accade, che quando due fragilità s'incontrino l'una cerchi di proteggere l'altra. Oh! Quale delle due è la più forte? Questo in verità non lo saprai mai! E' l'amore ma non quello dei sensi,
è l'amicizia tra chi condivide l'essenza, e un'essenza che non ha bisogno di toccarsi, che sa tenersi in un abbraccio fraterno. Non è nei sensi la sua forza ma lo è nel riconoscersi, è un mistero che coinvolge due vite nello stesso sguardo, nello stesso infinito, nello stesso salto. Non si tratta del tempo di una vita intera ma istanti, piccoli tratti, frequenti tra i fortunati che possono essere anche assai meno, stesso volo, e nella purezza così simile a quella dei bambini che si danno la mano per saltare assieme promettendosi un "per sempre".
Un uomo e un cane, un uomo e un uomo, un uomo e una donna. Vicini o lontani, compagni di viaggio ma anche in direzioni diverse, semplicemente fili che s'incrociano per poi superarsi e in quel conoscersi nulla sarà come prima. Ho amato, e così tanto in questa mia umile vita e ho amato l'amicizia e la meraviglia del suo amore forse più dell'amore dei sensi.
Il mio dolore, il mio male ha quelle radici, amai Socrate ascoltando la sua voce per mezzo degli scritti dei suoi discepoli, e restai per giorni a perdermi e a ritrovarmi in questo scoprire che doveva esistere da qualche parte quel mondo migliore. Un mondo che desse giusta misura a ogni cosa.
La poesia è corda sofferta, è filo spinato da tirare a mani nude, è un filo che serve per volare senza possedere ali, è foriero di cicatrici d'amore che non generano sudore ma possiede la limpidezza che permette quel riconoscersi. Ma la gioia così infinita, così concreta e pregna di sostanza nutriente, di valori, di infiniti che è possibile toccare come cavalcare e mettere le mani, il viso in un arcobaleno... ha un suo limite, un limite che riconduce l'uomo alla sua natura mortale. Perdersi. C'è sempre chi va via prima, e proteggersi nel destino della vita è solo un'illusione a cui ci si può adattare.
Ho preso un caffè e mi ha detto “ mi piace questo bracciale” e io l'ho sfilato dal mio polso e l'ho messo al suo, si è parlato di arte e della vita che scorre, giusto il tempo di un the freddo... senza raccontarci molto, come chi sa di proteggere l'istante in cui due fili s'incrociano e viverne la magia, la purezza, e riprendere la corsa come se il domani fosse certo. Poi le parole non sono più suoni e riprendono a viaggiare per incontrarsi e arrivano da lontano... montagne che sfilano... terre e campagne lavorate, storie e vite sconosciute che corrono fuori dal vetro... e ci si risveglia al mattino e non trovarsi più e ti ritrovi solo. La vita è così, spegne fili di vita senza una ragione, non puoi farci nulla, e io posso solo gridare questa non è la mia vita, non può essere questa la vita. Perdere un amico o un'amica, perdere un amore di un fido, perdere la forza di un patrimonio di fragilità, l'universo raro e prezioso quanto unico, di ciò a cui sei destinato in reciprocità di essenza, fa male quanto un maledetto cancro, ma di quelli lenti, e nessun sorriso potrà nascondere quell'immenso di ricordi vivi e preziosi che possiedi dentro e che ancora proteggi più della tua vita. Ho scritto questa pagina perché possa essere una carezza, solo una carezza e un riconoscimento a chi sente, leggendola, vibrare dentro di sé un cuore nel cuore, siete meraviglia, siete il bene del mondo. Sia benedetta l'amicizia tra fragilità che s'incontrano. Non pensate a me, ma a voi, a quello che possedete del bene del mondo e a come viverlo in carpe diem. Buona domenica.
venerdì 4 agosto 2023
il mare
Se io fossi solo amore,
se io fossi così tanto,
abbraccerei la sabbia
in mezzo al mare,
e avrei del mare lo stesso sapore salato,
lo stesso profumo,
diverrei l'infinito di un'onda,
la luce d'argento di un raggio di sole che sa
innamorare e le mie labbra
le terrei strette in un bacio
per ogni vita che cerca nel mare la solitudine
di chi viene al mondo.
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Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...
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Foto gentilmente concessa da Monica Vecchio copyright privati I ragazzi ritornano di notte scavano la sabbia e accendono ...
Terra di Puglia
Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...


