Non è che c'inciampi e gli dai un colpetto con il piede e la porti per un tratto avanti ... no, un'emozione è sempre dentro di te, e lì che nasce come può nascere una febbre, lentamente o velocemente... a volte esplode ed è un casino nel bene e nel male. Altra cosa è circondarla e osservarla come puoi farlo con un neo, una parte del corpo, con il cuore... con lo stomaco e decidere di andare dentro a qualcosa che è già dentro di te. Quando fai questo puoi scriverne, ma devi stare attento a non perdere nulla... un po' come quando in giustizia si fanno esami irripetibili. La verità è che certe emozioni possono cambiarti e quindi scattano delle riserve, risposte immediate e secche che vogliono che tu lasci perdere. Sono diversi giorni che mi gira sotto la penna, in verità sotto le dita... la solitudine di chi è lasciato solo. So che dedicherò a questo d'animo dei versi, perché contiene emozioni che reclamano parole scritte. A volte la vita ci mette in condizioni di dover dire a qualcuno o di ascoltare da qualcuno l'espressione : "tu dov'eri quando avevo bisogno di te e avevo solo te?"
Di certo, questa frase è terribile, in diversa misura a seconda della concretezza delle circostanze reciproche che ne hanno determinato la ragione di esserci. Sembra il riconoscimento di uno status particolare, e mi riferisco al sentimento della mancanza e al bisogno di aver vicino qualcuno a cui si riconosce un luogo privilegiato di presenza... ma quell'espressione è anche una porta che si chiude, con fermezza, lentamente o sbattuta in viso. L'innocenza, la colpevolezza, le ragioni, in quell'attimo non contano. Conta l'effetto e se devasta e chi devasta, cosa accade dentro e domani conterà domani. La ferita è già cicatrice? e la cicatrice è divenuta lama? L' amore, quale che sia quello che ha generato quella espressione, ha fili lunghissimi che vengono coinvolti e stravolti, quelli che si attende abbiano radici profonde faranno resistenza e cercheranno rimedi, ma può accadere che tra i coinvolti non ci sia stessa misura e sostanza... e a prescindere di come la si sia chiusa quella porta tra dolore e rabbia tutto non sembrerà abbastanza. E l'amore così tradito o ingannato o confuso cosa farà?
E' questo in qualche modo il percorso di un poeta, la parte in prosa in cui perdersi e poi scrivere con poche parole senza tracimare e tenendo stretto il proprio cuore in mano come chi sa che può uccidere se stesso o farsi troppo male come chi scende in apnea troppo in fondo al mare e non può più risalire.
Buona domenica, sì... il senso è anche quello, un consiglio a fare qualcosa... non troppo tardi per evitare storie così. La vita è solo un immenso istante in cui tutto si comprende, può essere colto o mancato. Non è la vacanza, non è il mare o la luna, non è nemmeno l'Universo... ma è solo un istante tutto da vivere che può essere ovunque, e risponde in armonia a tutte le domande rendendole inutili.
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ph m.c. La foto di un padre che tiene con la mano sinistra un bimbo, che si gira a guardare chi sta fotografando e una bimba tenuta sulla spalla destra.... una foto sì... confusa.... ma accadde che circa venti anni fa fotografai una serie di punti che avevo disegnato con il gessetto su una lavagnetta e il mio cellulare di allora mi dava la possibilità d'ingrandire infinitamente e salvare ripetutamente... questa foto per me significò una sorta di magia quantistica... scoprire un universo di vite in un puntino di gesso.


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