Mia giovinezza
non lasciarmi,
è mia questa terra,
è mio quest'infinito, di sensi e di attese,
capace di scindersi e mettermi da parte,
e resti mia anche quando
sei già andata via.
Sono io quello per strada,
sono quello che naviga
Nubium, Nectaris, Frigorium,
il grande Oceano,
le luci colorate,
i sogni dipinti sulle mura dei grandi palazzi.
I miei occhi si nutrono dei cieli del giorno
e di quelli della notte,
sono io che raccolgo le lacrime delle stelle,
e so che amano ingannare il cuore degli uomini,
sono io che vengo a cercarti,
con tutti i miei sensi
senza vestiti
senza difese,
abbracciandomi
attento a non stringere troppo
per non farmi male.
Nemmeno saprei dove tornare
e come tornare,
perché se attraverso una porta
riprendo le scale.
Ho quello che rimane,
quello che resta,
ho l'amore che possiede magia.
Giammai ricordi!
Perché è così, è senza tempo
il vissuto dell'eterno,
la più pura delle lacrime,
è linfa, è sangue e alcun contratto,
non c'è una resa.
Sono io, sempre io
a un cuore giusto,
a occhi di egual armonia,
pura incoscienza per chi non sa.

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