Ti ho avuta
in un abbraccio...
come nella passione di un bacio.
Ho sentito l'amore
divenire il mio sangue,
Solo chi ama
può rubare così tanto.
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim

Ti ho avuta
in un abbraccio...
come nella passione di un bacio.
Ho sentito l'amore
divenire il mio sangue,
Solo chi ama
può rubare così tanto.
Stammi lontano, o va dove vuoi,
da qualche parte dentro di me,
ma smetti di pensare,
sta lì muto, non farmi soffrire,
non voglio sentire,
non voglio nemmeno deglutire,
però ti prego non farti male
e non dimenticare.
Vi racconto una storia che ho raccolto oggi, una di quelle storie mie fatte per i fragili, per cui agli altri dico... non sporcate, state lontani.
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Il pastore stringeva con la mano le zampe di un piccolo agnello, chissà forse domani una piccola pecorella, il sole stava calando e il pastore aveva fretta. Pensavo, poverino quel cucciolo, chissà come deve essere morto, caduto dal muretto? inseguito dai cani? E il gregge intanto mi scorreva davanti lasciando la collinetta verde e trasferendosi in strada velocemente, per scomparire all'orizzonte subito dopo la chiesetta di campagna, in un cielo grigio di Novembre. Mentre salivo su verso il borgo ho sentito uno scalpitio di zoccoli, pensavo a uno di quei pony che usano per far divertire i bambini, forse sfuggito al suo padrone, ma a superarmi non è stato un cavallino ma una pecora, una grande pecora. Aveva il terrore negli occhi, gridava forte rompendo il silenzio da terra fino al cielo, fin sopra le cime dei pini e da una collina all'altra, in realtà chiamava il suo cucciolo come sa fare una madre terrorizzata. Velocemente ha percorso tutto il campo verde e il suo urlo, perché di un urlo tremendo si trattava, gelava il cuore. Poi l'ho vista come improvvisamente rassegnata, come se si fosse resa conto di averla fatta grossa a non seguire il gregge, e di corsa da sola ha percorso tutta la strada del ritorno, con il rischio che finisse con lo scontrarsi con qualche automezzo. Ecco! Mi sono detto, ecco... questa maledetta fragilità tutta mia, la stessa che mi rende poeta... dolore e sofferenza... quest'antropomorfismo nemmeno troppo forzato... il dolore materno di una pecora... come quello di una madre umana e del resto era così simile, così potente... in questo tempo in cui nessuno più si commuove per il dolore di una madre che soffre in guerra o in mare per un proprio figlio. Cosa può offrire un poeta se non il suo dolore, un dolore vero... in fondo è solo amore. I miei pensieri cercavano risposte e lenimento, così mi è giunta la luce di una riflessione... se al mondo che soffre spetta l'amore povero espresso dal dolore di un poeta, un amore intenso, puro e anche folle, in fondo perché non sperare in un amore simile ancora più grande, un amore divino, che possa offrire generosamente il proprio dolore per l'uomo e le sue storie, compreso i poeti? Poi si sa il Divino potrebbe fare anche di più. Stasera guardando le foto, questa storia così vissuta e raccontata è miracolosamente cambiata, almeno per un po'. Guardando le foto della pecora madre, ho scoperto che aveva ancora componenti della placenta, essa aveva partorito e il pastore per timore del buio aveva raccolto il piccolo o la piccola e lo teneva con la mano e non era morto... la madre una volta che si era ripresa non ha capito nulla è tornata come una matta indietro a cercarlo e solo quando a distanza ha sentito il gemito del cucciolo, e anch'io l'ho sentito, ormai lontano oltre la strada, ha ripreso a correre nel senso inverso da cui era venuta. Sì! Il Divino ha un modo tutto suo per raddrizzare le storie.
I racconti di michele constantine
Il silenzio del mondo,
riempie tutti gli spazi,
e ogni voce d'adulto che non si accorda
diviene rumore volgare.
Il silenzio divino
sorge da tutto quello che rimane,
è un grido senza voce,
è l'essenza
la solitudine intima di un addio
e un nuovo inizio.
Un abito bianco, un velo da sposa,
un dono divino,
si muove sospeso nell'aria e
puoi attraversarlo
è aura di chi va via.
Sfiorare con le dita per l'ultima volta,
e attraversare la nebbia di questo silenzio,
è possibile sulla linea del confine.
Jasmine mi asciuga una lacrima
la fa sua come se fosse nutrimento.
Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...