mercoledì 22 settembre 2021

Corazón de una gaviota

                                   PHOTO Isabella Eugenia Monti


Mi corazón

es aquel de una gaviota, 

una gaviota

que no quiere más volver,

que no quiere más luchar, 

y que solo quiere quedarse en medio del mar...

A millas de la costa,

lejos de los ojos, 

que también saben enamorarse,

donde las olas tocan sus alas,

y el eco es una lágrima dulce

infinita

que hace que el corazón se sienta bien.

Donde los recuerdos

no tienen un pasado,

y el cielo está allí para ser volado.

El mío es el corazón de una gaviota,

una gaviota casi ciega,

que ya no quiere mirar. 


(traduzione a cura di Anne MARQUEZ - Città del Messico)

sabato 18 settembre 2021

I pomodori









Non ricordo bene se era fine Agosto o inizio Settembre ma quell'anno fu davvero straordinario. Avevo tredici anni e a pensarci adesso, a quello che mi passava per la testa,  vivevo già allora un tempo più giovane di quello dei miei anni. Erano gli ultimi vissuti nel basso san Carlino, è incredibile come il mio frequentare la scuola, ed era appena la terza media, generava in mia madre energie per  offrirmi qualcosa in  più affinché non sfigurassi con i miei compagni di classe e potessi perseguire gli stessi obiettivi e sogni. Ancora trascorrevo la maggior parte del mio tempo relativamente da solo. Mi ero scelto  da parecchio una famiglia  per riempire quel tempo, senza rinunciare al mio randagismo,  incantavo con i miei racconti di quello che accadeva intorno e che raccoglievo da scugnizzo.  Non si trattava solo di curiosità in chi ascoltava, c'era il mio modo gioioso e divertente di raccontare storie a limite tra  dramma e pura follia,  una commedia comica, vista e vissuta in quel grande teatro che era la strada antica. Ma ora voglio parlarvi dei pomodori. Proprio così i pomodori; dovete sapere che i pomodori significavano, per un ragazzino come me, trovare improvvisamente un cortile in festa.  Sì! Era così! Era festa! Proprio di quella famiglia quasi adottiva che poi resterà il meglio che io abbia avuto dai miei quattro anni a oggi. A guidarci tutti  in quell'avventura c'erano... nonno Giovanni, silenzioso maestro severo quanto buono e semplice, e nonna Maria...  una chioccia che  come tutte le madri  era pronta a rimproverarti  ma non senza  una carezza. Le bottiglie erano quelle robuste e scure. Ci s'infilavano le dita da sotto, e di sicuro se avessero potuto parlare avrebbero avute  storie bellissime da raccontare. Il mio gioco cambiava a secondo delle esigenze.  Lavarle, capovolgerle, e una volta asciutte infilarci dentro qualche foglia di basilico, liberando il collo, ad esempio. Oppure  togliere i piccioli, e con me cerano Susy, Anna e Michelina,  Peppino forse  anche Alfonso. Non ricordo tutti i presenti, ma giuro erano lì anche gli assenti. Ero così preso dalla gioia di quell'ammuina familiare, quel ritrovarsi in una gioia spensierata di figli grandicelli  e genitori. tutti  presi da un progetto comune antico assai. Le  bottiglie di pomodoro - che meravigliosa invenzione! I più grandi accendevano il forno antico in mattoni e tufo e in grossi pentoloni l'oro veniva lasciato cuocere e poi riposare.   Tutto doveva  poi passare per il banchetto, nell' imbuto grande con manovella a mano che compiva un miracolo: separava semi e “pellecchie” da quel nettare profumato, che ancora caldo  nonna Maria mi porgeva in un bicchiere ed io storcevo il naso. Nonno Giovanni era stato un militare di sicurezza e aveva idee chiare su ordine e strumenti così anche io potevo far girare la manovella a mano. Bisognava riempire le bottiglie e riporle in  un grande bidone messo su un treppiede a gas dove avrebbero bollito ancora una volta. Ma adagiare le bottiglie in quel cilindro nero, da fare con uno scaletto, e il controllo della chiusure una per una e mettere le coperte affinché non scoppiassero toccandosi era compito del capo famiglia e giuro Nonno Giovanni era l'incarnazione magnifica di quello. L'aria fresca alle sei del mattino, le voci di adulti che tornavano bambini, quel fare e  fingere cose da grandi, con l'acqua che scorreva in abbondanza per  poterci giocare a piedi nudi senza essere ripresi... la libertà nelle espressione dei visi, i ricordi che divenivano il presente, la certezza che il bello era ancora da scoprire... si! Io lo sapevo che appena fuori quel cortile tra la gente,  c'era la paura... il terrore... c'era il colera, e io solo il giorno prima mi ero vaccinato... e giravo la manovella... fottiti dolore, che meraviglia la  vita.

martedì 14 settembre 2021

Intima poesia

 E' il seme amato 

di un ricordo vissuto, 

ma è anche meno, 

è il meno che io possa sostenere

è un fotogramma minore di un istante 

è il meno che io possa  ricordare 

è la crosta su una ferita viva 

finanche le mie viscere tremano 

al pensiero di toccarla ancora. 

venerdì 10 settembre 2021

Il sognatore -

 




Matto!

Un matto senza tempo...

se tu sapessi quanto mi è costato.

Ti dico: “su, prendimi la Luna...”

Mi rispondi con saggezza: “ tu sei

matto! Ma sei cretino?

lo sai che la Luna

è una cosa grande grande che sta in cielo

e non può mica appartenere?”

Lo so, sono un uomo grande e grosso,

già... un giullare di spessore,

che va per conto suo,

l'idiota dei sogni,

una locomotiva a vapore

a cui non frega nulla del tempo,

e che si lascia attraversare.

Eppure l'altra sera

quando mi hai trovato con

una sfera luminosa tra le mani,

ti ho visto correre spaventata alla finestra,

guardare in mezzo al cielo

e tornare rincuorata...

cretino! mi hai gridato.. cretino!

Manco l'avessi rubata per davvero.

martedì 7 settembre 2021

la vita adesso

 Che vita è questa? Si è costretti a imparare tante cose e si perde l'innocenza, senza divenire colpevoli.

lunedì 6 settembre 2021

la stazione


Hai tanta voglia di partire, di conoscere,

t'infili tra la gente, ti siedi accanto al finestrino

ma sei tu il custode della stazione 

e non sai quando è successo. 

Ti affezioni ai viaggiatori, 

quelli che vanno via.  

Tu resti,  

vivi lì ogni stagione, 

scrivi  le storie più belle 

che ti hanno raccontato,

la tua valigia   

con poche cose  dentro

non l'hai più aperta.

domenica 5 settembre 2021

il mare salato - pezzettino di carta

 è impossibile che si possa bere tutto il mare, ma piangerlo è un'altra cosa,  una lacrima alla volta, una vita intera... non è che poi stai lì a fare i conti. 

Il soffio

 Il coraggio soffia la vita

dentro il sangue di un amore

e lo rende vero,

per quello un cuore batte,

altrimenti fa solo rumore.

Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...