Sulla collina di San Michele
le api hanno smesso di amare i fiori
e le farfalle divenute cieche non osano più il volo,
la nebbia del fuoco nasconde il mare
e il sole brucia la vita prima che sia trascorso il proprio tempo.
Voci volgari:
Dov'è la bellezza? Dove sei poeta?
Il buio vive il giorno stanco di ogni rumore,
presuntuose e mediocri disarmonie in festa
mentono narrando come propri
confusi ricordi di chiari di luna.
Voci volgari:
Dov'è il coraggio? Dove sei poeta?
Sulla collina di San Michele
l'attesa abbatte i Pini e la ginestra livida richiude i propri fiori,
il ramarro scava la roccia bollente tra gusci vuoti di lumache morte,
non è questa la morte e non è questa la vita scrive il grillo
su una foglia ancora verde.
Voci volgari:
Dov'è l'amore? Dove sei poeta?
Bocche di fogna cancellano baci,
fiumi di birra si mischiano al piscio,
è festa tra gli uomini inutili giù a valle.
Muore l'amore e con disprezzo ne sputano il sangue.
Viltà, ipocrisia, presunzione, odio, ogni mano possiede una lama
e l'affonda compiaciuta nella giugulare di un fratello.
Voci volgari:
Dov'è la verità, dove sei poeta?
L'attesa non uccide l'odio
che nasce senza seme e divora l'amore,
è la gramigna che si nutre della luce fragile dei poeti,
ne divora la vita e nessuna bellezza sopravvive al buio.
Le ombre creano linee profonde
e gli occhi e i mari tornano ad essere caverne incolori.
Una creatura nasce col sole buio all'alba e
il vento che naviga il mondo prega Dio...
fa che sia poeta, fa che sia vero.