Quando tu ti acquieti,
non c'è battaglia
e nessun fronte,
tu mi possiedi...
e io posseggo te,
in un tempo senza tempo.
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim

Quando il cielo è ancora grigio
un uccello lascia il proprio nido
e porta con sé quanto gli basta:
un filo d'amore.
Un uomo si denuda di ogni veste,
di ogni sua certezza,
strappa via dal corpo strati di pelle,
fin quando non sente l'abbraccio del freddo che lenisce e
che non promette nulla per domani.
L'uomo accarezza il proprio corpo,
con lo stesso amore con cui un passero netta e cura le proprie ali,
distrugge ogni foglio su cui la mente possa iniziare a disegnare,
e quando il freddo tocca i sensi
si accorge di non poterlo possedere.
É forse il corpo divenuto assai più fragile di una roccia?
É così che l'uomo comprende
il senso di dover ritornare terra,
cancellare ricordi veri e illusioni e
le certezze di arcobaleni esausti,
staccarsi dalle radici e da ogni pietra
e da tutto ciò che lo ha reso arido e schiavo,
sradicare le porte...
che nemmeno ha costruito.
<Con quali occhi mi guardi?> - queste le parole del vento.
<Qualunque cosa tu veda, mio vento,
sappi che i miei occhi sono chiusi perché rifiutano l'inganno.
Oggi sono ritornato terra, fa pure il tuo lavoro,
porta pure via tutto, ma non toccare l'amore> .
Quando il cielo è ancora grigio
un uomo libero lascia il proprio nido
e porta con sé quanto gli basta...
un filo d'amore.
Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...