venerdì 29 maggio 2020

Senza paura



Entra
nella mia carne
freddo della notte
ghiacciami pure
passerà
come
tutte le cose
che accadono.
Mi duoli
cuore mio?
dov'è la tua forza?
e il tuo coraggio?
Smettila di misurare
e di tirar conti
quando il tempo finirà
io non ti lascerò
nemmeno per un battito.

Preghiera dell'incontro e dell'appartenenza


Padre nostro
che sei nei cieli,
qui io trovo le tue parole
scritte nella luce,
e avverto che è questo 
il tuo respiro.
Sia santificato il tuo nome,
e venga pure il tuo regno, e
sia fatta la tua volontà.
Ma prima ancora, e
mentre io vivo quest'istante di gioia 
e di cosi tanto amore, sappi Signore che
sento il bisogno di dirti grazie.
Grazie per questa bellezza
che trova dimora nei miei occhi,
per questo vento così amico,
per questo cielo così libero e infinito,
per questi fiori e questi alberi,
per questa collina così sacra,
per questi pensieri miei
nutrimento di uno sconosciuto amore,
per questa natura così simile a me,
per questi uccelli e il loro canto,
per ogni vita anche la più piccola 
che è qui presente e batte le ali,
per questa consapevolezza 
che eleva l'esistenza.
Per tutto quello 
che in questo istante io sto vivendo,
per questa emozione vissuta
forte e viva...  di essere parte
io ti ringrazio a prescindere... dal domani,
io ti ringrazio per questo paradiso di cielo
in terra.

In amore


Ho abbracciato la morte 
abbracciando te e 
non ho avuto  paura,
ti ho solo amata di più.

--In amore - m.constantine

lunedì 18 maggio 2020

Stella


Quando Stella
si racconta
la Luna si lascia
innamorare.

Lascia perdere
luna
perché stella è mia
e tu non la puoi toccare.

Quando Stella bacia il mare
di ricciolo in ricciolo
tocca le mie labbra e
io mi annego.

il mio angelo

Padre, 
quando toccai quelle ali
io le strinsi con timore.  

Compresi la forza divina 
di quella fragilità,
il nulla che contiene il tutto,
la leggerezza al tocco di una magia 
che permette il volo,
tutto era nelle mie mani.

Un demone che amo
questo vento che ritorna,
il mio angelo di un tempo.

Che io muoia d'amor
come  la roccia solitaria, 
che si sgretola sul monte,
non importa.
 
Per quanto fragile  
il respiro della mia vita,
in questo mio cuore, 
dove tutto sublima, 
vive il miracolo del bene 
e del male in armonia.






venerdì 8 maggio 2020

l'amore dei poeti

Se l'amore
non trovasse più rifugio
nemmeno nella poesia
allora i poeti smetterebbero di scrivere
e il mondo morirebbe lentamente lo stesso.
Anche la terra 
da quella più arida a quella più fertile
lo sa bene...
la poesia possiede l'essenza delle nuvole
e senza quella nessuna pioggia
potrebbe più viaggiare.

martedì 5 maggio 2020

Viaggio per Pasqualino


Viaggio per Pasqualino 





Se proprio lo avete deciso, va bene. Venite con me in un viaggio a ritroso nel tempo, chiudete gli occhi e stringetevi per mano.

I  

Millenovecentosettantatre, lasciate che dalla luce venga fuori l'immagine, attendete che diventi nitida: la strada è la più antica di questa cittadina, via San Carlo. Sono le 11.30 del mattino, e c'è vitalità straordinaria, sono tante le botteghe. Un bar, un fioraio, un salumiere, due o tre panifici, il pescivendolo, il parrucchiere, il ciabattino e l'idraulico, il marmista, il macellaio, il venditore di pampuglie,  l'acquaiolo, il farmacista, il vinaio. Tutti qui concentrati, don Peppino, don Celeste, don Luigi, e tanti altri nomi ancora. Le vasche in legno smaltato, del pescivendolo, sono colme di vispe anguille, di lupini, di cozze e lì guardate! Una enorme tartaruga marina, è viva, non è destinata alla vendita, domani torna a casa sua nello stesso mare dove è stata pescata. Coraggio, prendete qualche lupino, rompete il guscio, su provate il sapore fresco,  dolce e salato del mare nudo e crudo.
La sarta di fronte cuce con le ante aperte, e la voce di Aurelio Fierro le tiene il ritmo,  nulla di ciò che accade in strada le sfugge. Ma in questo non è sola, sui balconcini e alle finestre anziani e non, si affacciano di tanto in tanto. Le sedie antiche fatte di paglia e legno formano all'ingresso di alcuni portoni dei piccoli chioschi; è sabato ed è una giornata calda. La gente dei bassi, quelli interni ai cortili, nel pomeriggio si fermerà, gli anziani, le mamme, le signorinelle e i bambini   occuperanno quelle sedie come quelle di un teatro, per vedere gli altri passare, la vita che scorre, così per riposare, godere di quel tempo da perdere senza far nulla,  per chiacchierare e perché no, pettegolare.
Tutti conoscono tutti e sanno di tutti,  questa scarrafunera di strada non manca mai di situazioni comiche o tragicomiche e sono certo rinnoverà anche oggi il suo cartellone. È questo il teatro dei poveri! Venite, non lasciatevi distrarre dalle botteghe senza vetrine, la merce è  fuori, è sugli scaffali, nei cesti, finanche il macellaio la carne la tiene ai ganci  esterni, e chissà poi cosa sono quelle bolle...
Lì, in quel palazzo,  venite... su... non ci vedranno. Vicino a quei gradini in marmo lavorati grossolanamente di quella scala,  li vedete quei due ragazzini?  Quello  più alto sono io, l'altro è Pasqualino.
Si, è vero, Pasqualino è proprio un bel bambino...  e perché su di me cosa avete da dire?






                                                      Michele e  Pasqualino

M  - <Allora, Pasqualino, a coppolone o a calamita?>
P    - <A calamita.>
M. - <Va be', ma non imbrogliare, niente saliva in mano, e non gridare altrimenti si affaccia la signora  Santoro, quella non tiene figli e non vuole che qui si giochi e poi si lamenta con mia  madre.  Aspetta, fai passare>
C  - <Fate i bravi... buongiorno.( vicino dei piani alti)>
M. - <Puliamo prima, e poi tiriamo il tocco ma...quante figurine ti giochi?>
P    - <Iniziamo con due>
M. - <Per me...o per te?>
P    - <Per te.>
M. - <Va bene, per me...per me...uffa!  E' due a te...inizia tu.>
        Ma Pasqualì, eh no però...  te l'avevo detto prima...>
P   -  <che c'è?>
M - <Che c'è? Guarda qui,  so' tutte bagnate, che schifo! fai vedere la mano...
           quanta saliva ci hai messo? Ma che...>
 P  - (ride)




Ehi! Venite qui, lasciateli crescere, torniamo a noi, vi do qualche notizia in più su Pasqualino. Vedete quel portone? Andiamo. Attenti, qui è un po' buio e fa freddo... quei due signori lì, non  giovanissimi, sono i genitori suoi e sapete cosa vendono? Acqua. No, non acqua minerale, vedete quei lastroni? È ghiaccio. Ecco  vendono ghiaccio. Serve? Eccome se serve, lo comprano i pescivendoli, chi vende melone a fette, i venditori di rattata di limone ed altri per tenere la merce fresca. Il costo? Poche centinaia di lire. 
Pasqualino lavora qui, non è faticoso, riempie le forme con la pompa, quella lì, a volte è pure divertente. La scuola? Lasciamo perdere.

II 





M. - <Pasqualì, ci viene alla mia festa? La signora Maria mi farà la torta e viene pure Rosetta e se viene lei vengono pure Giulia, Patrizia e la tua Teresa.>
P     - <Vengo, vengo però non ti aspettare un regalo, neanche le sigarette ho potuto comprare...>
M    - <Ma quale regalo! Piuttosto, papà come sta?>
P     - <Insomma... mamma piange, il medico quando ci sono io si sta zitto e dentro il letto papà si fa sempre più piccolo.>
M     - <Mi dispiace.>
P      - <Lo so... lasciami andare adesso, c'è Antonio alla “cella”, quello è 'nzallanuto' mi fa qualche casino  e poi devo andare a Napoli per un motore.
M    - <Se ti serve aiuto fai come l'altra volta, dici che mi vuole il parroco, così mia madre  non si preoccupa e non  ti fa domande.>
P      -<Va be', ciao.>
                                                             ...........................

Pasqualino poi non venne e non mi chiamò, nemmeno vide più il suo papà. La bara venne chiusa prima, per non lasciargli un brutto ricordo, così dissero.
Vi raccomando le mani...

                                                              ...........................
III 

M  - <Pasqualì, te l'avevo detto, quella mia madre ha i santi in paradiso, pur di non farmi partire per soldato ha fatto venire il terremoto.>
P  - <(sorride) Meno male, oddio mi dispiace per la povera gente, le case cadute, però 'sto fatto di non partire... Ci vediamo stasera all'ENS. Ma  tu Miche' ma quando impari a giocare a biliardo?>
M. - <Non sfottere Pasqualì, che stasera ti faccio vedere>
                                                             ----------------- 

IV 

No! Adesso non vende più ghiaccio, dopo la morte della madre vive con la sorella del padre, aiuta in salumeria, si arrangia.
Sssssshh...
                                                   Teresa e Pasqualino
P. -< Tere'...>
T. - <Si...>
P. - <Tere', ti voglio bene.>
T. - <Stringimi forte>
                                                         ----------

Che sono quei sorrisetti, da vecchie volpi? Tenetevi limpidi e stringete le mani.


M  - <Pasqualì, fatti abbracciare, quanto tempo è passato.
        (esprime con la forza nell'abbraccio tutta la sua istintiva gioia)
         Ma che fai...con quella bottiglia...di birra>
P   -< Lo so, lo so... ti prego, mi serve...
        Lo sai, ho una bambina, è bellissima.>
M  - <Sono felice per questo, anch'io ne ho due...>
P   - < Devi vederla Michè>
M  - <Certo, magari uno di questi giorni.>
P    - <Si, mi trovi qui...quando hai un poco di tempo.>
M   - <Certo Pasqualì>
P    - .<scusa....mica hai mille lire...>
M - < ma pure dieci,  ti prego, non bere.>
                                                             .......................................





1995 ed era ubriaco


VI 

1997, l'ospedale. È volata via, la bambina di Pasqualino, a causa di una brutta malattia. Dio, come è difficile comprendere. Su, stringete le mani, il nostro viaggio sta per finire, scusatemi è che  ho fretta di tornare.
Lì, all'incrocio, eccolo, è lui.
Il parcheggiatore abusivo, è proprio lui, è Pasqualino.

M - <Pasqualino, Pasqualino!> (Non mi sente, o non mi vuole sentire)
        <Pasqualì>, niente  e va bene andiamo..

P. - < Ma quando  impari a giocare a biliardo...? >

                                                                     ................
Pasqualino venne arrestato circa un anno fa, per un reato minore da cui nemmeno si era difeso, e una volta accompagnato in prigione si accorsero che non stava bene, venne mandato a casa e vi mori qualche giorno dopo. Io vorrò sempre bene a Pasqualino.

Terra di Puglia

Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore  e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...