giovedì 30 aprile 2020

Senza attendersi nulla



Io sono costretto a volare
senza poter toccar terra,
trovo riposo  sui germogli
delle cime più alte,
sono un poeta fuggiasco,
racconto storie di questo mondo 
e anche la mia.

La stanchezza mi chiude gli occhi
ma il rosso e il giallo
dell'infanzia al mare
è luce  sotto le mie dita.

Il sangue se ne nutre e impazzisce,
diviene carezza sublime. 

Un sole vero
un sole che sa amare
che possiede un'anima 
e nemmeno brucia,
così libero dalla vita 
m'innamora la Notte.

1 commento:

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