lunedì 17 febbraio 2020

Cuor di poeta -prosa

Ho un buco dentro al cuore, è mio da sempre, ero ragazzino quando iniziai ad avvertirne il dolore e non sapevo cosa fosse. Fu un angelo vero a raccontarmi con le giuste parole, ai piedi del mio letto e tutto in una notte di questa mia malattia. Il mio è un cuore nato aperto. Nel tempo ho imparato ad ascoltare e a resistere al passo assai diverso di chi s'infila nel mio tempio. Grandi e piccoli uomini con ragioni diverse  arrivano curiosi, di passaggio o per sbaglio, corrono sul bordo e si spogliano dei loro costumi. Alcuni sono nati mariuoli, altri  turisti con o senza biglietto, altri  sono dottori, studiosi che vogliono capire, e altri ancora incerti o delusi d'amore che lasciano a me la polvere delle loro scarpe. Dopo un certo numero di passi, di racconti,  di suoni e  di promesse non resistono all'ebbrezza di usare quello scivolo su quello squarto vivo per passarci dentro sapendo  di  uscir dall'altra parte indenni tra mille spruzzi come degli eroi che vengono giù dall'alto  sopra il cielo. Tuttavia sulla parete dell'arco di quel buco c'è un ago d'amore e un filo di coraggio,    così come sulle mura di Assisi c'è la misura del metro dell'uomo e il filo di una tegola che serve per costruire un tetto,  ma nessuno li  guarda più. -

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