Scende il cielo
e tacita la luce,
tocca la terra,
e abbraccia
ogni albero
ogni fiore,
ogni vita che è sua
e ogni filo d'erba.
<E' mio”>,
così la pioggia,
fa la sua parte.
Anche il fiume
ferma il suo corso
e ascolta la sorgente,
e gli uccelli
divengono sangue,
coraggiosi eroi,
messaggeri d'amore
senza difese.
Il silenzio
riposa tra le colline,
lo ripete la eco
attraversando le anse fino
ai cancelli di un mondo
che si rivela a se stesso
solo per amarsi,
e io sfuggo
alla malinconia dell'uomo
che ha una sua ragione.
Mi fingo figlio
di quella natura,
libero, non senza paura.
Senza radici
bramo la pioggia sul viso,
e il freddo del corpo,
e non costruisco nulla,
pur di appartenere e
correre nei campi,
dove nasce la nebbia.
Il mio fragile cuore
di un tenero passero
che non sa volare.

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