Sulla mia collina
le madri raccolgono i figli e li stringono a sé,
spostano le ceneri, e baciano ogni carbone ferendosi a sangue nelle foglie del viso.
Incidono storie nell'odore acre dell'aria
e cicale e grilli e mille altri suoni non hanno più voce
non hanno più la vita.
Non ci sono più i colori,
e la terra
è nera di morte.
Sono storie che l'uomo non osa ascoltare,
qui la bestia ha ucciso
per amare il male.
La luna è immersa nel mare e sa che lì deve restare
non rincorre le stelle mentre Sirio
eterna fanciulla
attende invano d'innamorare.
Il vento comprende e
piega ogni sguardo verso l'infinito e il cielo,
e le stelle arretrano
come vita innanzi alla morte.
Le radici ricordano il fuoco
e la linfa non trova più casa,
solo le lacrime del poeta cadono preziose,
rincuorano il cuore di ogni singolo seme,
gridano forte che solo l'uomo muore e non rinasce,
perché su questa terra
nessun suo seme potrà mai più germogliare.
--- la collina
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
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scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

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giovedì 24 agosto 2017
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