Chiamala come vuoi
questa mia mente matta
che scinde i suoni del silenzio nella notte,
e che sente la pioggia quando è assai lontana
che sa raccogliere
la tenerezza del mistero
della luce degli uomini
mentre bacia la terra,
che ama le voci dei ricordi
mentre muovono ancora
nelle case e su e giù per per le strade
lungo le mura
Vecchi cancelli che non ci sono più,
io posso ancora sentirli cigolare...
anche quelli suonano la vita.
Ascolto la goccia che scende giù dalla grondaia
mentre scava il suo fosso,
e l'acqua che scorre sul velo della fogna
rompendolo,
e il vento gentile che visita la notte e l'uscio di ogni casa senza che debba portare via nulla e nessuno.
Io posso vedere
ciò che resta di un bacio ancora amante
mentre corre verso l'infinito... dissolvendosi.
Non esiste il silenzio.
E non è giusto che io abbia tanta musica
nella mia testa
e non conosca le note
per scriverla tutta.
Eccola la pioggia
gli antichi indovini
la sentivano nel vento,
chissà quante cose ancora
nasconde il silenzio della notte.


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