martedì 28 luglio 2015

yuri.

Di notte c'è sempre stato qualcuno che piangeva. 
Dapprima era Giovannina, che chiedeva al tempo di tornare e la gente ci si era abituata.  
Ora c'è yuri,  che ha perso il suo padrone, e ancora la gente ci si è abituata. 
La voce del suo pianto  è simile a quella di Giovannina. 
Nemmeno il nuovo padrone può farci nulla, 
e lo lascia solo, dove ha vissuto. 
Eppure in certe sere, quando è assai forte il suo dolore, 
dalla finestra del giardino io lo chiamo, 
con la voce del suo vecchio padrone, 
gli dico di smettere, lui accorre si accuccia lì in fondo alla stanza, 
e in silenzio attende il tempo che torna, addormentandosi.

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