Photo di Isabella Eugenia Monti
Il vecchio mostrò la sua casa, a un giovane che ne costruì una uguale.
Il vecchio gli mostrò i suoi attrezzi, e quello se ne procurò uguali.
Il vecchio cantò le sue canzoni, e il giovane le imparò in fretta e le cantò anch'egli.
Il vecchio mostrò le sue scarpe, e il giovane ne comprò un paio uguali.
Il vecchio mostrò il suo tesoro, e il giovane ne volle uno identico e lo mostrò a tutti.
Poi un giorno accadde che il vecchio finì il suo tempo, e il giovane cercò per sé un altro vecchio.
Il nuovo vecchio era scaltro, offrì a quel giovane il proprio tempo, e quello lo fece suo, così quest'ultimo finì troppo presto, e un vecchio scaltro ne racconta la storia.
-- Storia del giovane stupido.m.c.
Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
visite
scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.
venerdì 24 agosto 2012
mercoledì 22 agosto 2012
Pensieri nella notte
Ti ho cercata,
per dirti cose
senza importanza.
Ho sentito
la tua voce e
il mio nome,
era solo un
suono malinconico
di un ricordo
senza sonno,
forse era solo
per dirti cose
senza importanza.
Ho sentito
la tua voce e
il mio nome,
era solo un
suono malinconico
di un ricordo
senza sonno,
forse era solo
un bacio.
martedì 21 agosto 2012
Il racconto del Giusto
sulla spiaggia
giunsi nudo
mi venne incontro
mi venne incontro
una donna
il mio viso era coperto di sangue
e tanti erano i tagli
sul mio corpo.
Lei mi asciugò
con il suo crine
e fu allora che mostrai
il viso al cielo e
gridai – guardami,
di così tanto male
non ho restituito nulla.
foto google disponibile rimozione su richiesta
il mio viso era coperto di sangue
e tanti erano i tagli
sul mio corpo.
Lei mi asciugò
con il suo crine
e fu allora che mostrai
il viso al cielo e
gridai – guardami,
di così tanto male
non ho restituito nulla.
foto google disponibile rimozione su richiesta
mercoledì 15 agosto 2012
La festa dell'Assunta al Mezzano
È festa su al paese,
i fuochi del mattino
spengono le voci degli uccelli.
Così tra un botto e l'altro,
il silenzio crea l'attesa.
Il cielo si scurisce,
dieci, venti, cento rondini
con i corvi della cava
e i passeri, i colombi,
e quelli della Reggia,
virano bassi, verso sud
verso nord... verso est e
verso ovest...
solo il rumore di ali,
tutto troppo in fretta
è in scena la paura.
Resta il silenzio
poi piccoli cinguettii
reclamano la razione.
Metto su la musica,
quella che va dritta al cuore,
la lascio andar dal mio giardino,
sono i merli a darle l'accoglienza
e ripetono a gran voce: tornate, tornate
era l'uomo...solo l'uomo.
domenica 12 agosto 2012
Ti ho lasciata andar via, amore mio.
Ti ho lasciata andar via
amore mio
Fosti Musa ,
ma mai te lo dirò,
non ti feci domande,
se non le altre,
e delle risposte custodisco
quelle che non desti
amore mio
Ti fui così vicino
da sentire il battito del cuore tuo nel mio.
Così , io ti dissi mare
e tu mi dicesti terra,
e quando ti cercai nel cielo
mi ritrovai nell'universo
amore mio
Oggi tu parli di me,
e nemmeno sai il perché
amore mio
Tu credi, che io sia un' albero,
e l'amore un frutto libero.
In questo ti sei sbagliata
e sbagli ancora, ed io...non te lo dirò
mi chiedo, che rabbia ti verrà,
perché non fosti tu a far domande,
ma io...a non dar risposte
amore mio
non so, amore mio, se questa strana anafora
sia... per .
sabato 11 agosto 2012
Le ragioni del tempo
Stamattina in giardino, c'erano tante farfalle, bianche , gialle, colorate.
Era tempo che non ne vedevo così tante.
Era tempo che non ne vedevo così tante.
Chiedo in giro per comprenderne il motivo e mi dicono: < è l'acqua della piscina>.
<No! sono i fiori> dice la mia vicina.
I miei ragazzi : < ne saranno nate di più>.
I miei ragazzi : < ne saranno nate di più>.
<Le porterà il vento> - dice Maria.
Tuttavia non sono convinto e approfitto della presenza di una di loro ferma a riposare su una foglia dell'albero di fico.
Le chiedo:< com'è che siete così tante? >
Tuttavia non sono convinto e approfitto della presenza di una di loro ferma a riposare su una foglia dell'albero di fico.
Le chiedo:< com'è che siete così tante? >
Mi risponde: < guarda lì alle tue spalle>
Mi giro, c'è un albero coperto di vecchie ragnatele tutte distrutte.... e lei, la farfalla, sorridendo : < è morto il ragno!>.
venerdì 10 agosto 2012
Lasciarsi conoscere
foto di Michele Fernandez
Il primo strato
è ciò che si appare
o forse si cerca di apparire.
Il secondo strato è assai più fragile,
e c'è un cancello chiuso.
Concedere le chiavi
comporta il rischio di essere derubati di quel poco,
di quel tanto, di quel tutto che abbiamo,
di quel tutto che siamo.
E' possibile farsi del male,
il più delle volte accade, eppure è giusto così.
Ma mai sia una seconda volta,
perché lo stesso amore che si rompe più di una volta
impazzisce, e rifiuta le cicatrici.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
-
Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...
-
Foto gentilmente concessa da Monica Vecchio copyright privati I ragazzi ritornano di notte scavano la sabbia e accendono ...
Terra di Puglia
Che strana terra che sei e quanto ti amo... cosa vuoi da me stasera? Mi tieni per il cuore e nemmeno ti tocco, corro per le tue strade, ave...

