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Michele Fernandez, i racconti di Constantine Eleh Cim
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scrittore michele fernandez - 29.09.60 - Caserta Italy

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sabato 29 marzo 2014
mercoledì 26 marzo 2014
Il sole sul viso.
foto di Michele Fernandez
Vorrei
un po' di sole sul viso
e restare così ...
con gli occhi chiusi.
I piccoli corvi gridano
per mille emozioni
eroi si lanciano dall'alto
nella vecchia cava e
imparano a volare
non sanno
di esser nati corvi,
non lo sapranno mai.
Il fico
prepara le sue infiorescenze,
non saranno mai frutti
e anche lui non lo sa, ma
si è scelto il posto migliore
lungo il costone.
Lui prima di tutti,
e io alle sue spalle.
La città è silenziosa
e come soldati all'alba
la gente spende la vita
in storie già scritte
corse infinite,
senza più traguardi.
Io sono stanco,
non ne ho più voglia
non ho poste nel piatto
non gioco più.
Il cielo è grigio
ha nuvole nere,
sarà bel tempo,
ci sarà il sole
laggiù in città,
ma la gente
ancora non lo sa.
martedì 25 marzo 2014
Con i piedi a terra
foto google
La mia vita
un colore dimenticato
un'incisione tra le altre
tutta lì.
Un istante
senza tempo
nessun inizio
nessuno scorrere
solo un attimo
anche meno che
tende a scomparire.
sabato 22 marzo 2014
Lassù nel cielo - morte della poesia.
Foto di Michele Fernandez
Ascolta
mia amata
non ti ho mai tradita...
era notte fonda
il cielo si accostò alla terra
così vicino
da toccare i lampioni
delle strade,
le stelle più piccole curiose
corsero in avanti,
mentre quelle più grandi
guardavano indignate,
ma oramai
era accaduto,
in una sola notte
il cielo era cambiato,
tu eri nuda
come sempre,
fragile
senza tempo,
nettare dell'anima,
fuoco dei sensi,
oppio della mente,
bella più di Venere
vestita di sole,
fu il vento...
sì fu il vento...
soffiò così tanto
solo per averti più nuda.
Non c'erano occhi...
non c'erano occhi puri
e tu ne moristi
e io accanto a te
da toccare i lampioni
delle strade,
le stelle più piccole curiose
corsero in avanti,
mentre quelle più grandi
guardavano indignate,
ma oramai
era accaduto,
in una sola notte
il cielo era cambiato,
tu eri nuda
come sempre,
fragile
senza tempo,
nettare dell'anima,
fuoco dei sensi,
oppio della mente,
bella più di Venere
vestita di sole,
fu il vento...
sì fu il vento...
soffiò così tanto
solo per averti più nuda.
Non c'erano occhi...
non c'erano occhi puri
e tu ne moristi
e io accanto a te
baciandoti.
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